Reggio Emilia, 23 lugio 2021 - “Ricevo ancora minacce. Alcune anche qualche giorno fa. Ho denunciato tutto. Ma non ho paura, della mia vita senza Saman non m'importa nulla”. Sono le prime parole, pronunciate ai cronisti al termine dell'incidente probatorio, durato tre ore, al quale si è sottoposto, del 21enne pachistano Saqib Ayub, il fidanzato di Saman Abbas (foto), la ragazza connazionale di 18 anni scomparsa da quasi tre mesi da Novellara, nella Bassa reggiana (video)  e che si presume essere stata ammazzata dalla famiglia per aver rifiutato un matrimonio combinato in patria con un cugino.

AGGIORNAMENTO: Caso Saman, spunta un terzo pretendente

Saqib è stato messo sotto torchio dalle domande del gip Luca Ramponi, della pm Laura Galli titolare del fascicolo d'inchiesta, ma anche dagli agguerriti avvocati difensori dei cinque indagati. Il ragazzo ha raccontato tutto ciò che sapeva, dal rapporto burrascoso di Saman coi genitori alla volontà di vivere la sua storia d'amore con la giovane connazionale, fino alle minacce ricevute dagli Abbas affinché lasciasse la loro figlia. Messaggi minatori che continuano ad arrivargli sul telefonino. Non sappiamo se possa essere un mitomane o Shabbar, il padre di Saman. Abbiamo dato tutto ai carabinieri chiedendo loro di investigare”, ha detto l'avvocato Claudio Falleti, che tutela il ragazzo il quale avrebbe l'intenzione di costituirsi parte civile.

Camicia bianca, un paio di jeans e capelli a spazzola come l'ultima acconciatura alla moda. Si è presentato così Saqib, alle 9 di stamattina al palazzo di giustizia reggiano, assieme al suo legale e al suo migliore amico, un connazionale, che lo sta aiutando a gestire la pressione mediatica di questo periodo. Quando si parla di Saman, a stento trattiene le lacrime, aiutato dalla mascherina. “Mi sento bene dopo la mia testimonianza – ha detto Saqib – Mi sono liberato di un peso. Penso che Saman sia ancora viva. Secondo me è sequestrata da qualche parte, bisogna continuare a cercarla”. E il suo avvocato a fargli eco: “Nessuno potrà distruggere questa sua speranza”.

Il suo legale l'ha poi difeso a spada tratta rispetto agli attacchi incrociati degli avvocati che tutelano i cinque indagati (lo zio, due cugini e i genitori, tutti accusati di omicidio premeditato in concorso, sequestro di persona e occultamento di cadavere) i quali contestano la versione fornita in aula dal fidanzato, tacciandolo di essersi contraddetto più volte. “Contraddizioni? Siamo di fronte a un ragazzo che conosce appena 100 vocaboli di italiano, che ha subìto un trauma e con una pressione costante. Sfido tutti ad avere la fidanzata che sparisce da un giorno all'altro e forse per mano della sua stessa famiglia. Non è che possiamo chiedere troppa lucidità e precisione in una situazione del genere. Non vogliamo giustizialismo penale e avere per forza un responsabile, lui vorrebbe la sua fidanzata indietro e non come prima cosa uno qualunque che finisca in carcere. Abbiamo fiducia nella giustizia e vogliamo solo la verità”, ha detto Falleti.

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