Reggio Emilia, 28 giugno 2021 - Due mesi passati a camminare sulle tracce di un fantasma. Due mesi vissuti a scavare, cercare, interrogare, indagare. Due mesi con poche risposte e tanti interrogativi. Due mesi, insomma, a cercare il fantasma di una ragazza che voleva coronare il suo sogno d’amore e conquistare la libertà. E che ha pagato tutto questo con la vita. Saman Abbas è scomparsa ormai da due mesi. Sono emerse tante verità, spesso agghiaccianti. Ma restano ancora diversi dubbi e misteri che bisognerà risolvere se si vuole arrivare alla fine di questa terribile storia cercando di darle un senso. Tra tutti questi rebus, ce ne sono 5 che sembrano i più intricati e difficili da risolvere.

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I documenti

Saman abbandona la comunità di Bologna l’11 aprile, sale su un treno e raggiunge il fidanzato a Roma. Stanno insieme per 9 giorni. In quel periodo, che per loro è una sorta di luna di miele anticipata, decidono di sposarsi e ordinano il vestito per lei in Pakistan. Il 20 aprile la ragazza torna a Novellara perché deve recuperare i documenti che le serviranno per celebrare il matrimonio. Due giorni dopo viene accompagnata in caserma e il maresciallo le offre di procurarle dei documenti nuovi. Suggerendole, al contempo, di non tornare a casa dai genitori. Perché Saman rifiuta? Se davvero voleva tornare a Roma per sposarsi, perché non accetta quell’offerta? Cosa è successo in quelle 48 ore in cui è rientrata in casa?

Dov’è finita?

Saman è diventata un fantasma due mesi fa. E da ormai più di 50 giorni la si sta cercando nei terreni intorno alla casa dei genitori. È un po’ come cercare un ago in un pagliaio. Ma cresce anche il dubbio che il suo corpo possa essere stato sepolto in un’altra zona. Perché lo zio, accusato dal fratello di Saman di essere l’assassino, era consapevole dell’esistenza delle telecamere e potrebbe averle usate per dar vita ad una sorta di depistaggio. Ecco perché c’è il rischio che Saman possa restare un fantasma fino a quando qualcuno non indicherà il posto in cui è stata portata e sepolta.

Il fratello abbandonato

I genitori di Saman lasciano l'Italia

Il 1° maggio, due giorni dopo la scomparsa di Saman, i genitori si imbarcano alla Malpensa (video) su un aereo diretto in Pakistan. Sanno che non torneranno mai più in Italia, eppure lasciano qui l’altro figlio. Una scelta che lascia, a dir poco, perplessi. Perché se ne vanno senza di lui? Perché lo lasciano con lo zio, figura che terrorizza il ragazzo soprattutto dopo che ha scoperto l’omicidio della sorella? Forse, in questo modo, i genitori pensano di destare meno sospetti facendo credere ad un ritorno rapido in Italia. Probabilmente, per il ragazzo 16enne, l’accordo è quello di restare a Novellara qualche giorno per poi volare in Pakistan insieme allo zio. L’arrivo dei carabinieri il 5 maggio fa, però, saltare il piano e i due fuggono cercando di spostarsi in un altro Paese europeo, ma vengono intercettati a Imperia. Lì il fratello viene bloccato, mentre lo zio, ancora non indagato, riesce ad andarsene. C’è, però, anche chi pensa che sia stato lo zio a imporre ai genitori di Saman di lasciare in Italia il ragazzo per controllarlo e avere la certezza di non essere denunciato da nessun membro della famiglia.

Dov’è lo zio?

Danish Hasnain, indicato come l’autore materiale del delitto, è sparito nel nulla. Gli investigatori sono convinti che sia ancora in Europa (se fosse riuscito a tornare in Pakistan la ricerca diventerebbe ancora più complicata) e lo stanno cercando ovunque. Senza, al momento, grandi riscontri. La domanda, allora, diventa lecita: chi lo sta proteggendo? Chi lo sta aiutando? Qual è la rete di sostegno su cui può contare, considerando anche le telefonate e i messaggi arrivati al fratello di Saman, con l’invito a non rivelare niente, da Francia e Inghilterra?

Il grande silenzio

Possibile che nessuno sappia niente? Possibile che, all’interno della comunità pachistana e islamica, non ci sia qualcuno a conoscenza di dettagli importanti? E che, magari, potrebbero dare una svolta alle indagini? Anche questo silenzio, se venisse infranto, potrebbe essere un segnale importante e cambiare volto a tutta questa storia piena di fantasmi, dolore e terribile violenza.

In azione i Detection Dogs Ticino