Novellara (Reggio Emilia), 5 giugno 2021 – E’ doppia la ricerca degli investigatori che stanno lavorando al caso della sparizione di Saman Abbas, la 18enne pakistana scomparsa nel nulla ormai da oltre un mese dalla casa di famiglia, a Novellara.

Il focus Saman era felice perché ingannata. "C’era la promessa di partire" - La frase choc dello zio: "Un lavoro fatto bene" - La foto dei tre uomini che escono di casa con la pala

C’è la ricerca nei campi attorno all’abitazione, tra Novellara, Campagnola e Reggiolo, ma anche quella degli indagati che ancora sono irreperibili: i genitori della ragazza, un cugino e lo zio, quest’ultimo ritenuto l’esecutore materiale del presunto delitto. Lo stesso zio che, il 9 maggio scorso, era riuscito a sfuggire alla cattura delle forze dell’ordine, al confine tra Liguria e Francia, verso dove tentava di dirigersi con il nipote minorenne, questo invece fermato nei pressi della frontiera.

Saman Abbas, ricerche a Novellara con il drone oltre che con i cani

Intanto, si continua a indagare nei campi delle Valli attorno alla casa. Proseguono i sondaggi del terreno con carotaggi in vista di un nuovo intervento delle unità cinofile dei carabinieri. E nei prossimi giorni è atteso l’utilizzo di un drone e di un elettromagnetometro, per una più approfondita scansione dall’alto del sottosuolo, sperando stavolta di poter superare le difficoltà incontrate con l'impiego degli altri strumenti a causa della composizione chimica del terreno.

La casa degli Abbas costantemente piantonata

Il video del funerale con il padre di Saman? E' una fake news - Il dramma di Saman nei giornali pakistani

Finora gli unici due indagati a disposizione delle autorità non hanno fornito indicazioni basilari per ritrovare Saman: il fratello riferisce dell’omicidio, ma non avrebbe assistito alle fasi del fatto di sangue, mentre il cugino respinge ogni addebito e dice di non c’entrare nulla con quell’episodio.

Sono sempre al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere, in particolare quelle della sera del 30 aprile, quando si vede Saman uscire di casa con uno zainetto, insieme ai genitori, i quali rientrano poco dopo tenendo lo zainetto, ma senza più la figlia.

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La stessa che era stata messa in guardia dai servizi sociali territoriali del rischio che correva nel tornare in famiglia, tanto che dopo la sua ennesima partenza dalla struttura protetta bolognese che l’aveva ospitata negli ultimi mesi, era stata cercata un’altra comunità in cui poter essere accolta.

Ma lei, forse, intendeva partire, libera, con il giovane connazionale con cui aveva avviato una relazione sentimentale. Scelta, questa, che avrebbe scatenato l’ira dei familiari, tanto da arrivare all’idea di quell’omicidio che viene ipotizzato in modo sempre più concreto dalla magistratura. 

Bonaccini: "L'Emilia-Romagna non rimarrà in silenzio"

E' "impossibile oggi non pensare a Saman Abbas. Ci aggrappiamo alla speranza, ma la preoccupazione per la sua sorte è enorme. L'Emilia-Romagna non ha intenzione di restare in silenzio. Ogni individuo deve poter scegliere liberamente della propria vita, dovere delle istituzioni è difendere e garantire questo diritto. E' una battaglia di civiltà, che ci riguarda tutti e non ammette divisioni». Così, sulla sua pagina Facebook, il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini commenta la vicenda della 18enne che si teme sia stata uccisa per aver detto no a un matrimonio combinato.