Novellara (Reggio Emilia), 20 giugno 2021 - La rete dei possibili complici legati alla scomparsa di Saman Abbas sta svelando nuovi anelli: da quanto trapela, si sospetta un ruolo per altri due parenti, uomini, residenti nella nostra provincia, sui quali si stanno facendo verifiche.

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Fino a oggi, risultano cinque gli indagati per omicidio aggravato e occultamento di cadavere - i genitori Shabar Abbas e Nazia Shaheen, lo zio Danish Hasnain e i cugini Nomanulhaq Nomanulhaq e Ikram Ijaz, quest’ultimo in custodia cautelare nel carcere della Pulce -, ma il loro numero potrebbe aumentare.

Saman Abbas, 18 anni

Al momento i nuovi sospetti, fanno sapere dall’Arma, non risultano iscritti nel registro degli indagati, ma potrebbe essere solo questione di trovare conferme: "Sulla scorta degli elementi finora raccolti, si sta valutando la sussistenza di profili di responsabilità in capo ad altri soggetti che potrebbero avere condiviso il progetto criminoso". Condiviso, ma in che senso?

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Si ipotizza che queste persone - la cui posizione è ancora al vaglio e per le quali non sono state al momento formulate ipotesi di reato - fossero a conoscenza della trama ordita ai danni di Saman, ma senza partecipare all’omicidio. Sono forse coloro che potrebbero avere favorito la fuga dei genitori, attualmente latitanti in Pakistan, dopo che un cugino di Novellara, interrogato ma non indagato, e lo zio Hasnain, avevano comprato per la coppia i biglietti aerei in due giorni diversi, il 27 e il 29 aprile, in un’agenzia di viaggi dello stesso paese. In particolare, secondo quanto trapela, dall’incidente probatorio a cui è stato sottoposto venerdì il fratello di Saman (foto) - udienza in cui è stata raccolta la sua testimonianza in modo anticipato come prova in vista del processo - sarebbero emerse indicazioni su altri due parenti, residenti nel nostro territorio, presumibilmente al corrente del piano contro Saman.

Al vaglio degli investigatori c’è anche la posizione del fratello 16enne di Saman, che nell’udienza di venerdì ha dato l’impressione di avere un atteggiamento stranamente "protettivo" verso i genitori.
Nonché le persone conniventi all’estero su cui la famiglia di Novellara potrebbe contare: dalla parente con utenza cellulare inglese, che cercava di pilotare le dichiarazioni del 16enne dopo la scomparsa della ragazza, a un’altra donna in Francia che avrebbe ricoperto lo stesso ruolo, fino agli appoggi di parenti e amici di cui i genitori potrebbero godere in Pakistan.


Che la condotta della ragazza - la sua refrattarietà a rispettare i dettami dell’Islam, il rifiuto del matrimonio combinato, la volontà di seguire uno stile di vita occidentale - non fosse accettata dalla sua cerchia di parenti, emerge anche da un dettaglio: il fidanzato di Saman ha raccontato di aver visto la giovane con un vistoso livido sul volto, che, a quanto apprendiamo, sarebbe stato causato da un cugino. Secondo la trasmissione ‘Le storie di Quarto grado’, Saman era a Roma con il fidanzato pakistano residente in Italia, tra l’11 e il 20 aprile, periodo in cui lei si allontanò dalla comunità che la ospitava: la fuga d’amore potrebbe avere acuito il risentimento dei familiari per la sua condotta ai loro occhi troppo disinvolta, fino a portarla alla morte.