Sanità, firme e crackers "No al taglio dei pasti"

Oggi la protesta simbolica dei dipendenti Ausl prosegue a Correggio. La Fials: "Il tempo della mediazione è finito, l’Azienda dia risposte".

Sanità, firme e crackers  "No al taglio dei pasti"

Sanità, firme e crackers "No al taglio dei pasti"

Raccolta di firme a Guastalla e Correggio contro il nuovo servizio mensa per i dipendenti dell’Azienda Usl, in particolare nei distretti della Bassa, che non sono dotati della mensa interna ospedaliera. Un’iniziativa organizzata dalla Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil: ieri a Guastalla e oggi all’ospedale di Correggio. Un pacchetto di crackers è stato consegnato a ogni dipendente per compensare, ironicamente, lo scarso servizio mensa offerto dell’Ausl a seguito dell’appalto.

E non mancano iniziative legali pronte a essere messe in campo. "Qualità del cibo discutibile, locali inadeguati, prezzi troppo cari, ma soprattutto una convenzione che costringe i lavoratori che non hanno la mensa interna ospedaliera, nei distretti di Guastalla e Correggio, a sopperire giornalmente di tasca loro, con i loro soldi, per poter usufruire di un pasto decente". La Fials (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità) dell’Emilia-Romagna, attraverso il segretario Alfredo Sepe, interviene sulla gestione del buono pasto, rinnovato dal primo giugno. "Il tempo della mediazione è finito anche perché – aggiunge Sepe – l’Azienda Usl resta sorda e i correttivi tardano ad arrivare". E attraverso l’avvocato Matteo Nanni viene chiesto all’Ausl di porre correttivi urgenti: "Oltre alla qualità del servizio, i dipendenti lamentano un eccessivo rincaro dei prezzi. Intimiamo all’Ausl di ripristinare tutte le misure necessarie a tutelare il diritto al pasto degli operatori sanitari. Diritto che attualmente la nuova convenzione non rispetta e non garantisce". In caso di diniego o mancato riscontro entro cinque giorni, la Fials valuterà di "agire nelle sedi giudiziarie competenti a tutela degli iscritti".

Antonio Lecci