Reggio Emilia, 3 dicembre 2019 - Una sardina (video) che regge un cartello con una scritta rivolta a Matteo Salvini (video), leader della Lega Nord: «Ti offriamo un volo gratis dalla Pietra di Bismantova. Vediamo se sei uno str... che sa volare o sai solo galleggiare». E poi, in caratteri più piccoli, «miserabile verme razzista». Poco più dietro, poi, un altro cartello con un messaggio inequivocabile incastonato dentro una sardina: «Terrone emancipato». La foto del manifestante, scattata domenica sera a Castelnovo Monti in piazza Peretti, ha cominciato a circolare su Facebook ed è arrivata anche all’attenzione di Salvini.

Il segretario del Carroccio, poche ore dopo aver tenuto il comizio in piazza Martiri della libertà, a cento metri in linea d’aria dalle sardine, pubblica la foto su Facebook e attacca: «’Simpatico’ pesciolone-sandwich che oggi sull’Appennino reggiano mi ha invitato a buttarmi dalla Pietra di Bismantova (famosa, mi hanno detto, per i suicidi) con questo amorevole messaggio, direi quasi natalizio».  Rifà il verso agli slogan delle sardine: «Ah, la democrazia, quella bella! Al loro odio risponderemo con il sorriso e la forza delle idee, e risponderemo i cittadini emiliani e romagnoli il 26 gennaio».

Nel tardo pomeriggio di ieri i commenti a questa foto postata da Salvini avevano superato la boa dei 12mila. Sulla scia il capogruppo della Lega in Comune, Matteo Melato: «Sappiamo che in realtà sono persone di estrema sinistra o dei centri sociali che vogliono insultare Salvini. I veri odiatori sono loro. Episodi come questo capiteranno di nuovo. Loro scendono nelle piazze contro Salvini, ma non per proporre qualcosa».  Al di là della diatriba politica, Melato si sofferma su un altro aspetto: «La Pietra è stato luogo di molti suicidi. Quell’insulto risulta peraltro sgradevole, perché richiama alla mente fatti tragici». 

Sull’esito della manifestazione, Melato si dice «soddisfatto»: «Abbiamo raccolto un migliaio di persone». Secondo le stime del Carlino, erano circa 800, contro 400 sardine. «Nel confronto tra le due piazze abbiamo vinto». Quanto all’assenza di Lucia Borgonzoni, candidata governatrice in Regione, Melato promette: «Entro il 26 gennaio pure lei verrà in Appennino. Il nostro impegno sarà di coprire il più possibile il territorio per far conoscere le nostre proposte». Prima di Salvini, che ha promesso la riapertura del centro nascite di Castelnovo Monti, si è scagliato contro «gli ambientalisti da salotto», la sanità emiliana e ha sfiorato l’inchiesta ‘Angeli e demoni’, hanno preso la parola altri leghisti reggiani. 

Oltre a Melato, sono intervenuti il consigliere regionale Gabriele Delmonte: «La battaglia per la riapertura del punto nascite rappresenta solo la punta dell’iceberg dei problemi della montagna: penso alla grande necessità di rilancio del commercio, alla crescita della domanda di nuovi posti di lavoro e al bisogno di un piano per il turismo, che da stagionale deve diventare una risorsa per 365 giorni all’anno. Sfide impegnative, che non possono prescindere da un importante piano connesso al rilancio della viabilità da e verso i comuni montani. Un’altra criticità è connessa ai gravi rischi idrogeologici. La collettività montanara non solo rischia lo spopolamento ma l’isolamento». Il vicesindaco di Toano Romano Albertini ha ricordato i tempi in cui, da consigliere provinciale, «facevo battaglie. Dicevo: ‘Venite in montagna solo quando fa caldo, mentre poi tocca a noi spalare la neve’». 

Le Sardine

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Le sardine appenniniche prendono le distanze dal cartello finito alla ribalta nazionale, dopo la pubblicazione su Facebook da parte di Matteo Salvini. Un messaggio, quello macabro comparso sul manifesto, che non rispecchia le intenzioni dei partecipanti al raduno andato in scena domenica sera a pochi metri di distanza da quello leghista. «I contenuti di quel manifesto non sono condivisibili e vanno scoraggiati, perché sono in antitesi rispetto ai contenuti proposti dalle sardine». A dirlo è Matteo Merlini, 29 anni, geometra di Carpineti, uno dei giovani organizzatori della manifestazione delle sardine in piazza Peretti a Castelnovo Monti, che così ricostruisce l’accaduto. «Non appena abbiamo letto quel cartello, ci siamo rivolti a chi lo reggeva per dirgli che quel messaggio non era in linea con la visione delle sardine. Noi siamo scesi in piazza proprio contro queste cose, perché vogliamo distinguerci dagli altri, quindi non possiamo condividere il contenuto di quel cartello. Ma dopo avergli palesato il nostro disappunto, quel signore, in età anziana, si è mostrato dispiaciuto. Ha ripiegato il cartello ed è andato via dalla manifestazione». 

Merlini traccia un bilancio della protesta, senza entrare nel merito dei numeri della partecipazione: «Siamo pienamente soddisfatti. Sarebbe bello che i commercianti di Castelnovo Monti potessero ritrovarsi ogni weekend una piazza come la nostra. A parte l’episodio del cartello, hanno vinto educazione e civiltà». Durante la serata, un altro organizzatore, Thomas Predieri, 20 anni, studente di Castelnovo Monti, aveva pubblicamente esposto gli ideali che muovono le sardine appenniniche: «Abbiamo due punti cardine: siamo antifascisti e siamo antirazzisti. Siamo anche contro il grande odio diffuso e soprattutto siamo gentili». 

E ha attaccato la politica sull’immigrazione promossa da Salvini: «L’odio è una malattia che ci fa vedere mostri ovunque, soprattutto nei disperati che vengono dal mare. Ci urlano che sono mostri che vengono a rubarci tutto. Non costruiremo mai nulla dicendo ‘Alt, non ti voglio conoscere’. Invece impariamo, insegniamo - ha proposto - e scambiamoci reciprocamente le nostre culture».