Il Santa Maria Nuova di Reggio
Il Santa Maria Nuova di Reggio

Reggio Emilia, 19 ottobre 2019 – Quattro casi di scabbia fra gli operatori sanitari del reparto di Medicina Interna dell’ospedale Santa Maria. A comunicarlo è stata la Direzione Sanitaria dell’Azienda USL. Fonte del contagio è stato, verosimilmente, un paziente ricoverato in reparto nei mesi scorsi, successivamente deceduto per gravi patologie. Il personale del reparto è stato immediatamente sottoposto a controllo e in qualche caso a profilassi e a riposo. Per tutto il personale sanitario e per i degenti del reparto è stata attivata la sorveglianza sanitaria che permetterà la rapida identificazione di eventuali casi sospetti.

Il Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha dato avvio agli interventi di sorveglianza e profilassi per le persone che sono state a contatto stretto e prolungato con operatori e degenti. La probabilità che sia avvenuto o che avvenga un contagio nei degenti è estremamente bassa. Per ulteriore scrupolo sono poi stati avvertiti i medici di medicina generale affinché segnalino tempestivamente eventuali i casi sospetti. «L’infestazione – spiega la direttrice sanitaria Cristina Marchesi– non riveste carattere di pericolosità per la salute né a breve né a lungo termine, in quanto può colpire persone di ogni ceto sociale, indipendentemente dall’igiene personale e non fa distinzioni di età o sesso ed è endemica in molti paesi sviluppati.

La scabbia è una malattia causata da un parassita esterno, un acaro, che si trasmette da una persona all’altra per contatto generalmente diretto (contatto fra la pelle dell’individuo sano e quella dell’individuo ammalato), ma sempre più spesso anche per contatto “indiretto”, cioè tra la pelle della persona sana e un tessuto venuto di recente a contatto con la pelle dell’ammalato (indumenti, biancheria, lenzuola). I segni e sintomi più comuni della scabbia sono un prurito intenso, soprattutto di notte. Le zone più colpite sono il polso, le pieghe tra le dita, il gomito, l’ascella, il capezzolo, il pene, l’inguine, la vita, la zona periombelicale, la linea della cintura e i glutei. Il tempo di incubazione, spesso asintomatico, può andare da due a sei settimane. La scabbia non è una patologia prevenibile con vaccini – conclude Marchesi- è possibile però controllarne la diffusione, dopo che è stato diagnosticato un caso, sottoponendo le persone esposte a visite mediche di controllo e, se necessario, a trattamenti da applicare sulla cute, a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale».