Aldi Shpijati e il sangue sul selciato
Aldi Shpijati e il sangue sul selciato

Scandiano (Reggio Emilia), 5 febbraio 2018 - Notte di sangue a Scandiano. Inaspettata, brutale e inquietante. A farne le spese è stato Aldi Shpijati, 21enne albanese colpito da diverse coltellate e operato d’urgenza al Santa Maria Nuova, dove rimane ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione.

L’aggressione, avvenuta a poche decine di metri dalla stazione, in un parcheggio di via Statale, è avvenuta intorno alle 4.30 di ieri. Nel cuore della notte. Non era solo il 22enne, attaccante dell’Arcetana e giovane promessa del calcio. Per motivi che appaiono ancora oscuri, ma che i carabinieri definiscono senza mezze misure futili, il ragazzo è stato assalito e trafitto al torace e all’addome con una lunga lama. Sono stati gli amici a chiamare subito i soccorsi, intervenuti con la massima urgenza per prestare le prime cure e portare poi il 21enne all’Arcispedale.
Le indagini dell’Arma sono scattate immediatamente dopo i fatti. E in poche ore si è arrivati all’accusa di tentato omicidio nei confronti di due reggiani di trenta e trentasei anni. I due rimangono indagati a piede libero essendo scaduti i tempi per l’arresto in flagrante.

Oltre allo sconcerto generale per quanto è accaduto, rimangono tanti interrogativi per quest’esplosione di violenza. Ancora ieri il motivo di tanta furia contro il 21enne rimaneva non chiaro e comunque coperto dal massimo riserbo. Aldi, molto noto nel mondo del calcio reggiano, viene descritto da tutti come un ragazzo tranquillo e responsabile. Diversi compagni di squadra, per tutta la giornata di ieri, sono giunti al suo capezzale. «Conosciamo Shpijati da ormai due anni, e lui con noi si è sempre comportato in modo più che mai corretto – ha detto il presidente dell’Arcetana Alex Spaggiari, dedicando la vittoria di ieri contro il Camposanto ad Aldi –. Taciturno ma presente in modo costante agli allenamenti, lui da sempre ripone grande impegno nel suo lavoro per la squadra. La notizia ci ha colti di sorpresa e ci ha davvero costernati». C’erano anche diversi parenti del 21enne albanese ieri all’ospedale, tutti stretti attorno alla madre cercando di darle conforto. Una domanda ancora senza risposta circolava tra le persone più vicine ad Aldi: cosa ci facevano due persone con molti anni più di lui, gli accusati dell’efferato ferimento, in sua compagnia? Interrogativi intrisi di incredulità e dolore, mentre ancora il 22enne, sedato dopo le due operazioni al torace e all’addome, doveva ancora riprendere conoscenza.