Gli scavi archeologici a Taneto
Gli scavi archeologici a Taneto

Reggio Emilia, 20 settembre 2016 - Sono iniziati ieri mattina gli scavi archeologici della città romana di Tannetum. Sotto la supervisione del professor Paolo Storchi, storico reggiano, le operazioni sono partite nella zona nella quale si ipotizza fosse ubicato l’anfiteatro della cittadina. Agli scavi, che sono suddivisi in quattro aree diverse site tutte in Taneto, collaborano un’equipe di studenti dell’Università La Sapienza di Roma e un gruppo di ragazzi dell’Università della Danimarca del Sud, ospitati dal comune di Sant’Ilario. Un lavoro di collaborazione tra i due Comuni che ha portato all’avvio delle indagini archeologiche, che proseguiranno fino al 30 settembre. Durante le operazioni, sopralluogo del primo cittadino di Gattatico Gianni Maiola e del collega di Sant’Ilario d’Enza Marcello Moretti, insieme ai rappresentanti del Gruppo storico-archeologico Val d’Enza di Sant’Ilario.

«Abbiamo appena affondato il piccone nella terra - ha dichiarato il professor Paolo Storchi, in prima linea negli scavi -. Sembra che qui ci sia una struttura molto importante, probabilmente un anfiteatro. Da una fotografia aerea del 1996 si vede proprio la pianta, molto simile ad uno scoperto a Roselle (città romana in provincia di Grosseto, ndr) in Toscana. Speriamo di trovarlo e che siano ben conservate alcune delle sue strutture». Non solo un anfiteatro, ma la città di Tannetum. «L’anfiteatro è la traccia più percepibile - ha proseguito Storchi -. Altri sondaggi effettuati con la fotografia aerea mostrano delle tracce che lasciano presagire alla presenza di strutture. Dovremo valutarle con attenzione, anche perché possono trattarsi di strutture moderne o semplici scherzi della natura. Ringrazio tanto i sindaci che hanno creduto e finanziato questo progetto. Un grazie anche per i gruppi archeologici: la ricerca è complicata e complessa, ma può portare a grandi risultati, anche se c’è sempre un fattore di rischio».

«E’ un'importante opportunità per il nostro territorio - sottolinea Gianni Maiola -. Due anni fa, quando il professor Paolo Storchi ci aveva presentato il progetto, eravamo stupiti e abbiamo deciso di puntarci. Dopo i primi scavi sono già stati effettuati alcuni ritrovamenti che fanno ben sperare sulla presenza dell’anfiteatro. Siamo doppiamente soddisfatti». Un anfiteatro che rievoca i nomi di grandi città romane e ora potrebbe essere proprio qui a Taneto. Ad esprimere soddisfazione anche Marcello Moretti. «Condivido con il primo cittadino Maiola il grande interesse per questa opportunità. Noi ci siamo impegnati nell’ospitalità dei ragazzi romani e danesi. Sappiamo che i nostri territori sono ricchi di storia e sono anche facilmente collegati. Poi, da cittadino di Taneto e originario del Lazio, abituato a convivere con le vestigia romane, sarebbe una soddisfazione ulteriore e mi farebbe sentire ancor di più a casa».