"Scenario da incubo. A contatto con la carne indispensabile l’igiene"

I lavoratori della Fit Cisl in servizio alla logistica dello stabilimento Inalca di Reggio sciopereranno ancora per protestare contro la mancata sostituzione dei dispositivi di protezione da parte della società Fabbrica del Lavoro. La salute e la sicurezza dei lavoratori è in gioco.

"Scenario da incubo. A contatto con la carne  indispensabile l’igiene"

"Scenario da incubo. A contatto con la carne indispensabile l’igiene"

Di fronte a una mancata schiarita della situazione, anche ieri è proseguito lo sciopero con presidio allo stabilimento Inalca di via Due Canali a Reggio da parte dei lavoratori della Fit Cisl in servizio alla logistica. La protesta sindacale è rivolta ai vertici dell’impresa appaltatrice del servizio, la società Fabbrica del Lavoro (Fdl), da cui dipendono i lavoratori impegnati nella mobilitazione di questi giorni. Già l’altra mattina, ancor prima dell’alba, all’avvio del primo turno di lavoro, un folto gruppo di operatori ha avviato lo sciopero "contro uno scenario da incubo che pare uscito da un film coi padroncini degli anni Settanta". Va ricordato che sono diverse le contestazioni che il sindacato Fit Cisl rivolge alla Fdl: fra queste, anche la questione dei dispositivi di protezione, che andrebbero cambiati e sostituiti più frequentemente di quanto accada nella realtà. "Gli operai – ribadisce il sindacalista Gaetano Camozza – lavorano a contatto con la carne ed è indispensabile avere il massimo dell’igiene, evitando la cosiddetta cross contamination. Ecco perché è grave che il legale rappresentante di Fdl srl abbia inviato un documento, risalente allo scorso 11 ottobre, da cui emerge come i dispositivi di protezione essenziali vengono declassati a… semplice vestiario. In questo modo l’azienda ha evitato la responsabilità di lavare tutti i Dpi". Una protesta che assume un’evidenza maggiore in questo periodo in cui è in atto un forte confronto, con impegni da parte delle istituzioni pubbliche, proprio per aumentare la sicurezza in generale sui luoghi di lavoro. Perché prevenzione e tutela della salute non deriva solo alla sicurezza di macchine e apparecchiature, ma anche dalla qualità e dall’efficacia dell’abbigliamento, soprattutto quando si tratta di attività svolta a contatto con prodotti destinati all’alimentazione umana. Capozza spiega inoltre che "più volte abbiamo richiesto a Fabbrica del Lavoro tutte le informazioni relative alla scadenza dei dispositivi di protezione. Parliamo di vestiario tecnico come tute antifreddo, giacche, gilet isotermici e abiti da lavoro. I dispositivi di protezione hanno sempre una scadenza fornita dal produttore ma per Fdl Srl vanno sostituiti solo quando usurati". Il sindacato Fit Cisl ha già inviato tre denunce a Ispettorato del lavoro e Servizio di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro (Spsal).