Sentieri di montagna e sport
Sentieri di montagna e sport

Reggio Emilia, 20 aprile 2021 - Prenotazioni e affitti di villeggiatura, compravendite di seconde, ma anche prime case. Uno degli effetti collaterali della pandemia, già dalla scorsa estate, è stata la riscoperta della nostra montagna col "turismo a chilometro zero". Un vero e proprio boom.

Il punto "Sei in smart working? Vieni nell’agriturismo"

Ora l’Appennino incrocia le dita e prepara già la stagione estiva. Tra le mille incertezze dell’emergenza sanitaria, i continui lampeggiamenti dei ‘semafori’ tra zone rosse e arancioni, l’auspicio è che per giugno scatti quantomeno la zona gialla. Il colore del sole e della luce in fondo al tunnel. Dopo un inverno infernale per il settore ricettivo, con gli impianti sciistici chiusi, sarebbe una boccata d’ossigeno e di aria buona (di cui da queste parti se ne intendono) per recuperare parte – meglio che niente – dei mancati introiti.

Ciò che racconta Luca Del Rio dell’omonima agenzia immobiliare di Castelnovo Monti è esemplificativo. "C’è talmente tanta richiesta di mercato immobiliare che non riusciamo a soddisfarla – esordisce – La pandemia ha cambiato le esigenze e gli stili di vita. Chi vive in città, in spazi ristretti, ci chiede soprattutto case con porzioni di giardino o ampio verde. Purtroppo nei nostri luoghi di montagna, per il modo in cui si è abituati a costruire, è difficile soddisfare l’indipendenza perché spesso, soprattutto nelle borgate, ci sono cortili comuni".

Le tipologie di richieste sono molteplici. "Sulle compravendite di seconde case in Appennino – spiega – il nostro mercato è per l’80% composto da acquirenti residenti a Reggio, ma c’è anche qualcuno delle province di Parma e Modena che ci contatta. I luoghi più richiesti come seconde case da acquistare sono a Castelnovo Monti, ma anche le vicine Felina e Cervarezza perché vicini ai servizi necessari essendo in prossimità del capoluogo. Mentre sugli affitti ci si accontenta e si va più sul Crinale, da Busana a Ligonchio. Tanti, non potendo andare magari in Puglia o all’Elba per una o due settimane che sono ovviamente più dispendiose, preferiscono affittare per uno o anche due mesi nelle nostre zone".
Infine non manca anche chi sonda il terreno per cambiare vita, approfittando del momento. "I prezzi ora sono abbordabili. E chi magari ha un lavoro che gli consente di stare sempre in smart working, sta valutando di acquistare una prima casa in Appennino, proprio per migliorare la propria qualità di vita".

Dal punto di vista della villeggiatura, gli addetti ai lavori si dividono. Andrea Bartoli, titolare del camping ‘Le Fonti’ di Cervarezza – che ha 800 posti tra bungalow privati e in affitto, oltre a piazzole per camper e tende – annuncia il "quasi tutto esaurito per luglio e agosto. Verranno persone da Reggio, Parma, Modena, Bologna, ma anche da fuori regione come Mantova, Milano, La Spezia. Noi siamo un camping con un’area di superficie enorme, dunque il distanziamento è ampiamente rispettato. Ovviamente ci saranno alcune regole ad hoc, come la piscina che non sarà più ad accesso libero. Da noi la crisi ha inciso non più di tanto, abbiamo calato del 15% rispetto al 2020 perché abbiamo la fortuna di avere 170 bungalow annuali. Per la stagione c’è comunque fiducia nell’aria. Speriamo bene".

Discorso diverso per gli albergatori che sono più cauti. "Non c’è ancora una linea guida sulle riaperture – spiega Erik Toni, titolare dell’Hotel Miramonti di Toano – Certezze non ce ne sono. Ad oggi non posso dire di avere un boom di prenotazioni. Credo sia ancora presto...".
A fargli eco anche Alessandro Giannarelli dell’Hotel Diana a Cerreto Laghi: "Io al momento non ho ricevuto neppure una prenotazione. Ma siamo fiduciosi per luglio e agosto. L’anno scorso avevamo tutto pieno. Speriamo che presto riaprano anche i ristoranti perché in questo periodo di primavera nei weekend avevamo sempre tutto pieno e giornate così ci mancano".