La violenza avvenne all’uscita della discoteca Mascara
La violenza avvenne all’uscita della discoteca Mascara
di Alessandra Codeluppi Sarebbero tutti e quattro responsabili di violenza di gruppo su una giovane di 21 anni, secondo il tribunale di primo grado. E per tre di loro il giudice ha applicato una pena più pesante di quella chiesta dalla Procura. Si è concluso con la condanna il processo a carico di quattro ragazzi di origine calabrese, e che gravitavano nella nostra provincia, accusati di aver abusato di lei nella notte del 23 giugno 2019, all’uscita dalla discoteca ‘Mascara’ di Mantova. Oltre a loro ci sarebbe anche un quinto presunto...

di Alessandra Codeluppi

Sarebbero tutti e quattro responsabili di violenza di gruppo su una giovane di 21 anni, secondo il tribunale di primo grado. E per tre di loro il giudice ha applicato una pena più pesante di quella chiesta dalla Procura. Si è concluso con la condanna il processo a carico di quattro ragazzi di origine calabrese, e che gravitavano nella nostra provincia, accusati di aver abusato di lei nella notte del 23 giugno 2019, all’uscita dalla discoteca ‘Mascara’ di Mantova.

Oltre a loro ci sarebbe anche un quinto presunto responsabile, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni e la cui posizione, finita al vaglio del tribunale di Brescia, approderà nel marzo 2021 all’udienza preliminare.

All’esito del processo con rito abbreviato, il giudice Beatrice Bergamasco ha condannato tre ragazzi, tutti residenti a Cutro, a 6 anni e 4 mesi: il 21enne Nicola Benigno (per lui la richiesta di pena avanzata dal pm Lucia Lombardo era stata di 5 anni e mezzo), il 20enne Alex Benigno (pm: 5 anni e 4 mesi) e il 21enne Salvatore Gaetano (pm: 5 anni e 4 mesi).

Per il 24enne Raffaele Iembo, che abita a Gussola di Cremona, pena di 4 anni, 2 mesi e 20 giorni (pm: 5 anni e 2 mesi).

I cinque ragazzi sono accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata, lesioni, violenza privata e anche furto per averle preso il cellulare e 100 euro. Secondo gli inquirenti, avrebbero approfittato della giovane, oltretutto indebolita dal consumo di alcol, dopo una serata trascorsa nel locale mantovano.

Nicola Benigno l’avrebbe dapprima toccata, poi stesa a terra e costretta a un rapporto sessuale non protetto.

Alex Benigno, Gaetano, Iembo e il 17enne sarebbero rimasti su una Ford Fiesta in uso a Iembo, "pronti ad allertare Nicola Benigno dell’arrivo di altri e aspettando di subentrargli".

A stuprare la giovane si sarebbero susseguiti Alex Benigno, Gaetano e il minore, mentre Nicola Benigno si sarebbe fermato ad assistere e Iembo faceva la vedetta. Poi Iembo avrebbe caricato tutti sull’auto e nel percorso da Mantova al Veronese, dove la 21enne risiede, lei avrebbe subìto ulteriori abusi, prima di essere scaricata sull’asfalto verso le 5 del mattino e costretta a fare due chilometri a piedi prima di chiedere aiuto in un bar. Nell’ultima udienza tutti quanti, tranne Iembo, avevano voluto ribadire la propria innocenza. La ragazza e il padre si erano costituiti parte civile: per lei è stata disposta una provvisionale di 40mila euro, oltre al risarcimento in sede civile.

I giovani si trovano tutti gli arresti domiciliari. Le difese - l’avvocato Federico De Belvis per Nicola Benigno, l’avvocato Luigi Colacino per Alex Benigno e Salvatore Gaetano, l’avvocato Francesca Basco per Raffaele Iembo - preannunciano "ricorso in Appello".