Reggio Emilia, 17 aprile 2018 - Proprio come un figlio, come un ‘cucciolo’ umano. Un cane finisce al centro di una contesa legale per l’affidamento, tra due sposi che si avviano a breve a diventare ex. Perché se l’amore, anche nei matrimoni, è spesso sempre più precario e di breve durata, altrettanto non può dirsi di quello del cane, che, per il suo padrone, è davvero per sempre. Succede a Reggio, tra i primi casi nella nostra città, e tra quelli in Italia che stanno diventando più frequenti.

Da sempre i pelosi condividono il tetto e conquistano il cuore dei loro amici a due zampe. Negli ultimi anni la sensibilità, e anche le attenzioni, verso gli animali da compagnia sono cresciute, ricambiando l’amore che loro sanno offrire all’uomo in cambio di una ciotola piena e di una carezza, e talvolta anche colmando vuoti e solitudini. Ma, così come accade per i bambini, il tribunale è sempre più spesso chiamato a decidere, tra ex coniugi e anche ex conviventi, a chi affidarlo, chi deve staccare l’assegno di mantenimento per cibo ed eventuali cure e in quali giorni e orari gli si può fare visita, portarlo a giocare o a fare una passeggiata.

Uno scontro di questo genere si profila anche a Reggio, dove due giovani sposi – lui di 38 anni, lei di 31, entrambi impiegati e residenti in provincia – hanno visto andare il loro matrimonio in crisi, decidendo di intraprendere una separazione giudiziale. L’accordo non c’è neppure sul cagnolino: un esemplare di Cavalier King, fedele compagno della loro vita coniugale durata quattro anni, sguardo languido e orecchie all’ingiù, per capirci la stessa razza della protagonista femminile del cartone di Walt Disney ‘Lilli e il vagabondo’.

La coppia reggiana non ha figli, ma si affeziona al peloso, che diventa parte integrante della loro vita coniugale. Ma ora i due ex andranno davanti al giudice. Il 38enne, infatti, assistito dall’avvocato Antonio Drogo, ne chiede l’affidamento. «L’ho comprato con i miei soldi e ho sempre provveduto a curarlo e a mantenerlo», è quanto l’uomo intende dimostrare nella prima udienza sulla separazione che si terrà in giugno davanti al giudice Francesco Parisoli, presidente della sezione civile del tribunale di Reggio. Ma l’animale è registrato all’anagrafe canina a nome della moglie, che risulta quindi formalmente proprietaria e lo reclama come ‘suo’.

A fine 2017, a Modena, i giudici avevano stabilito, nell’ambito di una separazione consensuale, che un pastore tedesco venisse affidato all’ex moglie e che l’ex marito dovesse riconoscerle 50 euro al mese come assegno per il cane (la metà della cifra stabilita per il mantenimento). «Sull’affido degli animali c’è un buco normativo – spiega l’avvocato Drogo, esperto di diritto di famiglia –. Se la separazione è consensuale di solito il giudice accoglie l’accordo tra le parti. Ma se è giudiziale, per colmare il vuoto diversi tribunali stanno applicando sugli animali la stessa norma sull’affido dei figli». Ed ecco che così, tra breve, in scena andrà il ‘Kramer contro Kramer’ in salsa reggiana, con protagonista conteso a quattro zampe.