Operazione di polizia (immagine d'archivio)
Operazione di polizia (immagine d'archivio)

Reggio Emilia, 24 aprile 2019 - Oltre due quintali di hashish, per la precisione 221 chili. A tanto ammonta il maxi sequestro di droga effettuato dalla polizia di Reggio Emilia all'interno di un'officina, la Super Car, nella zona industriale di Mancasale.

Oltre al 'fumo' gli agenti hanno anche trovato quattro chili di cocaina e uno di marijuana. A finire in manette sono state tre persone: il titolare 51enne Hadiri Azzedine, magrebino, in regola con il soggiorno, e due dipendenti italiani, residenti a Castelnovo Sotto. Si tratta di Matteo Manfrini, 41 anni di Parma, incensurato, e Antonio Peluso, 43 anni di Napoli, con precedenti di polizia. Dovranno rispondere davanti al giudice dell'accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.

Oltre al quantitativo di droga sequestrata, a impressionare gli investigatori è stata la qualità dello stupefacente, di vari tipologie e confezionamento, nonché le modalità di occultamento e custodia all'interno dell'officina reggiana che era letteralmente stipata di droga ovunque: nei controsoffitti, nelle autovetture in riparazione, nei cassetti. Infatti, gli arrestati applicavano i marchi e gli stemmi di famose case del mondo dei motori sulla droga per indicarne la qualità. Questo era un modo anche per fidelizzare i clienti.

Oltre allo stupefacente, è stata sequestrata anche una rilevante somma in denaro, 29mila euro in contanti, conservata sottovuoto in contanti con banconote di vario taglio, ritenuta dagli investigatori proventi dell'attività illecita e piccoli lingotti d'oro da 25 grammi ciascuno.

Un traffico stroncato che la questura reggiana ha definito storico e che apre scenari investigativi inediti per la città reggiana. "Difficile che il mercato locale potesse assorbire una quantità così rilevante - ha detto in conferenza stampa il dirigente della squadra mobile, Guglielmo Battisti -. Pensiamo che Reggio non sia solo piazza di spaccio, ma sia diventata anche di transito degli stupefacenti. Il sequestro riguarda diversi tipi di sostanze, dunque non era un blocco unico appena arrivato. Il livello dello spaccio si è alzato, come dimostra il fatto che il titolare dell'autofficina fosse incensurato. Inoltre, nell'ultimo mese, è la seconda attività del settore che scopriamo essere utilizzata come deposito di droga». Le indagini, coordinate dal pm Laura Galli, continueranno per ricostruire i canali di provenienza.