Serracchiani alla Pulce: "Struttura versatile, ma sovraffollata e da sistemare"

La visita della responsabile Giustizia del Pd assieme a Delrio e Rossi "I detenuti sono 280, di cui 15 donne. 128 stranieri e 10 transgender. Servirebbero 246 guardie penitenziarie, ma ora ce ne sono 190".

Serracchiani alla Pulce: "Struttura versatile, ma sovraffollata e da sistemare"

Serracchiani alla Pulce: "Struttura versatile, ma sovraffollata e da sistemare"

Una struttura attrezzata e versatile ma da ristrutturare e sovraffollata: è questa la ‘pagella’ che riceve la ‘Pulce’ dopo l’ispezione che Debora Serracchiani (responsabile nazionale della giustizia per il Partito Democratico) ha svolto ieri mattina assieme al senatore Graziano Delrio, all’onorevole Andrea Rossi e al sindaco Luca Vecchi. I numeri sono riportati da Rossi: "I detenuti sono 280, di cui 15 donne, 128 stranieri e una decina di transgender. La capienza è di 290 persone ma due sezioni delle quattro totali sono in questo momento in ristrutturazione, anche se bisogna precisare che la spartizione non è matematica e dunque non manca metà dei posti. Mancano anche una cinquantina di guardie penitenziarie, sono 190 anziché le 246 previste". "Le carceri – spiega Serracchiani – sono una priorità a livello nazionale per il Pd e ci teniamo a essere presenti, sia per un’azione politica che per ispezionare, ma siamo preoccupati dal governo che istituisce nuovi reati e inasprisce le pene ma non incentiva misure sostitutive o pene alternative. Le condizioni oggi sono un problema per chi ci vive e per chi ci lavora, ci sono carenze d’organico croniche tra quelle figure (polizia, educatori e sanitari) che danno dignità a queste strutture". La Pulce ha bisogno di ammodernamenti: "Qui si ha una struttura particolare che, a differenza di molte altre, dà modo di lavorare a progetti di rieducazione e reinserimento sociale. Ci sono la falegnameria, la sartoria, la ludoteca per i bambini e gli spazi necessari per i malati psichiatrici: quello che serve è aumentare le risorse per i progetti, il personale e la manutenzione ordinaria e straordinaria, penso ad esempio alla palestra che per le infiltrazioni non si può sfruttare come meriterebbe".

Sulla richiesta di rinvio a giudizio di 10 agenti di polizia penitenziaria con le accuse a vario titolo di lesioni, tortura e falso ideologico, la responsabile della giustizia del Pd lascia lavorare la magistratura, mentre Vecchi ci tiene a sottolineare una cosa: "L’episodio non deve far perdere di vista la lunga storia di impegno sociale che il carcere di Reggio ha e nemmeno il ruolo storico di cooperative sociali che da sempre ci lavorano. Certo però non si può negare che i problemi delle carceri italiane si ritrovino anche qui". Delrio sottoscrive: "Nel carcere di Reggio tra mille problemi si vede anche l’importanza del volontariato e dei progetti volti alla formazione dei detenuti: i dati dicono che chi comincia un percorso di reinserimento e avvio a un mestiere ha una percentuale molto più bassa di reiterazione dei crimini". Federico Amico, consigliere regionale e presidente del gruppo ‘Emilia-Romagna Coraggiosa’ spiega le iniziative della Regione: "Queste luci e ombre possono essere accompagnate da risorse, uomini, volontari e cooperative. Abbiamo stipulato con Cassa Ammende un accordo per portare dentro le carceri della regione Emilia Romagna una serie di attività aggiuntive, continuiamo a investire come sanità emiliano-romagnola una quantità di risorse importanti che raddoppiano quelle messe a disposizione dallo Stato".

Tommaso Vezzani