Una mostra di foto di ieri e di oggi che vuole dimostrare come dalla fiction di un film si possa arrivare alla realtà di un luogo e delle persone che lo abitano. E’ l’obiettivo dell’esposizione "Don Camillo e Peppone, dal cinema alla realtà", inaugurata ieri mattina al Museo Guareschi di via Cavallotti, in centro a Brescello. Una mostra fotocinematografica, realizzata in collaborazione con Qn-il Resto del Carlino, che racconta con immagini le fasi...

Una mostra di foto di ieri e di oggi che vuole dimostrare come dalla fiction di un film si possa arrivare alla realtà di un luogo e delle persone che lo abitano. E’ l’obiettivo dell’esposizione "Don Camillo e Peppone, dal cinema alla realtà", inaugurata ieri mattina al Museo Guareschi di via Cavallotti, in centro a Brescello.

Una mostra fotocinematografica, realizzata in collaborazione con Qn-il Resto del Carlino, che racconta con immagini le fasi dei film tratti dalle storie di Giovannino Guareschi, ma attualizzandole con i personaggi e i luoghi di oggi, intatti rispetto a oltre mezzo secolo fa, quando a Brescello e nella Bassa Reggiana vennero girati i film diventati popolari in tutto il mondo.

"Basta visitare questo territorio – spiega Egidio Bandini, giornalista che ha curato la mostra, visitabile fino al 23 agosto con ingresso libero – per capire come il mondo di Peppone e don Camillo sia ancora qui, che continua a vivere nelle storie, nell’ospitalità, nella creatività e nell’amore per la propria terra della nostra gente".

Anche il sindaco Elena Benassi, nel portare i saluti della comunità locale, ha sottolineato come il paese sia legato alle storie di Peppone e don Camillo. E come i set dei vari film abbiano portato risorse e ricchezza a Brescello.

Ospite dell’evento il noto attore Enrico Beruschi, appassionato da sempre delle storie di Giovannino Guareschi: "Da dove la mia passionei? Sono nato leggendo Il Candido. Avevo 5-6 anni. Ero un ragazzino che voleva capire, sapere. E Carlotta Guareschi mi diceva che quando leggevo quelle storie le sembrava di sentire suo padre. Pur se io lo leggevo con parlata milanese, non certo uguale a quella di Giovannino. Le sue storie sono sempre molto concrete. Sembrano attuali, come se lui avesse visto avanti, nel futuro. Ma in lui non è mai mancato l’umorismo, così come un filo di ironia".

Nelle foto della mostra sono protagonisti Gino Cervi e Fernandel, riproposti nelle immagini dagli attuali Peppone e don Camillo, ovvero Giulio Bersellini e Abdon Boni. La mostra è organizzata dal Comune insieme al Gruppo Amici di Giovannino Guareschi, Pro loco, Fondazione Paese di Don Camillo e Peppone col sostegno di Padanaplast e Sabar Servizi Srl. Per informazioni: ufficio turistico di Brescello, tel. 0522-482564.