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21 giu 2022

Spaccio di droga Condannato a otto mesi

Agli arresti domiciliari il 25enne nordafricano Hicham Ed Idrissi. I carabinieri per farsi aprire la porta di casa si finsero portalettere

21 giu 2022
Il pm Valentina Salvi
Il pm Valentina Salvi
Il pm Valentina Salvi
Il pm Valentina Salvi
Il pm Valentina Salvi
Il pm Valentina Salvi

BORETTO

Otto mesi di reclusione, all’esito del rito abbreviato, e oltre mille euro di multa.

È quanto deciso ieri dal giudice Simone Medioli Devoto per il marocchino venticinquenne Hicham Ed Idrissi, finito nei guai per spaccio di stupefacenti, dopo che i carabinieri avevano trovato nella sua abitazione quarantasette grammi fra hascisc e cocaina, già suddivisi in dosi.

Per lui il pubblico ministero aveva chiesto un anno di condanna.

Il giudice ha anche riqualificato il reato dall’ipotesi più grave a quella più lieve.

Durante la convalida dell’arresto il nordafricano aveva solo detto di far uso di droga, ma non di cederla a terzi.

Il giudice aveva accolto la richiesta degli arresti domiciliari avanzata dal pubblico ministero Valentina Salvi, titolare del fascicolo.

I carabinieri di Boretto stavano monitorando da tempo una presunta attività di spaccio davanti alla casa del giovane, che si muoveva con grande prudenza, aprendo la porta solo dopo aver verificato l’identità di chi lo cercava.

Più di un sospetto aveva portato a inquadrare la sua casa come un luogo di smercio di droga. Per questo motivo il via vai di gente davanti all’abitazione era stato monitorato da giorni dai carabinieri.

Di fronte alle mosse guardinghe del giovane straniero, i militari sono ricorsi a un ingegnoso escamotage, ovvero farsi aprire travestiti da portalettere, simulando la consegna di una raccomandata.

Alla presenza del giovane, una volta avuta la porta aperta, si sono qualificati come carabinieri. Poi, entrati in casa, hanno proceduto alla perquisizione.

Ieri durante la direttissima, alla quale era presente l’imputato, la difesa, affidata all’avvocato Gisella Mesoraca, ha sostenuto che la droga non fosse del venticinquenne, e che non vi sia certezza su chi avesse effettivamente a disposizione la sostanza stupefacente, trovata nella cucina della casa in cui il giovane abita con la sua famiglia.

Alla luce di queste argomentazioni, il legale ha preannunciato "ricorso in Appello".

Alessandra Codeluppi

© Riproduzione riservata

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