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7 giu 2022

Sparò in piazza: Lombardi ora è ai domiciliari

È stato scarcerato e dovrà rimanere a casa dei genitori, ad Acerra (Na). Scaricò diversi colpi su alcuni ragazzini con un pistola rubata

7 giu 2022
Uno scatto del processo a Geatano Lombardi presso il Tribunale di Reggio
Uno scatto del processo a Geatano Lombardi presso il Tribunale di Reggio
Uno scatto del processo a Geatano Lombardi presso il Tribunale di Reggio
Uno scatto del processo a Geatano Lombardi presso il Tribunale di Reggio
Uno scatto del processo a Geatano Lombardi presso il Tribunale di Reggio
Uno scatto del processo a Geatano Lombardi presso il Tribunale di Reggio

di Alessandra Codeluppi

Gaetano Lombardi, autore della sparatoria avvenuta il 17 ottobre 2020 in piazza del Monte, è stato scarcerato: per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari ad Acerra (Na), nella casa dei genitori. Dopo diverse richieste avanzate dalla difesa, sia al Riesame sia al gip, e sempre bocciate, ora, dopo la condanna in primo grado, è arrivato un alleggerimento della misura. In quella sera di ormai due anni fa, in centro storico si sfiorò la tragedia. Con una pistola risultata rubata, Lombardi sparò verso otto giovanissimi: sei rimasero feriti e uno finì in rianimazione. Poco prima c’era stato un diverbio: un ventenne gli aveva pestato i piedi e ne era scaturita una colluttazione.

Nel processo, con rito abbreviato, Lombardi era accusato di tentato omicidio aggravato dai futili motivi, oltre a detenzione illegale di arma e ricettazione: il gup Silvia Guareschi aveva riformulato l’accusa in plurime lesioni aggravate e tentate, e lo aveva condannato a sei anni e mezzo. Motivando la sentenza, il giudice aveva escluso la volontà di uccidere, considerando "molto difficile la costruzione di un serio proposito omicidiario, plurimo, in meno di mezz’ora, contro sconosciuti", e rimarcando come "non vi fosse stata reiterazione di colpi a danno della stessa persona".

Il pm Laura Galli, titolare dell’inchiesta, non ha condiviso le argomentazioni del giudice e ha impugnato in Appello, ribadendo che lui voleva uccidere: "Lombardi nutriva rabbia non verso uno in particolare, ma verso l’intero gruppo, per essere stato trattato in maniera poco rispettosa".

Hanno depositato ricorso anche i ragazzi costituiti parte civile: sei sono difesi dall’avvocato Giacomo Fornaciari, gli altri dagli avvocati Federico De Belvis e Luca Incerti. Anche la difesa, affidata agli avvocati Liborio Cataliotti e Giovanni Bianco, ha impugnato. "L’avvenuta derubricazione delle accuse, da tentato omicidio plurimo a lesioni, alcune solo tentate, rende equamente commisurati i domiciliari alla gravità dei fatti - commenta Cataliotti sull’alleggerimento della misura -, anche tenuto conto del comportamento tenuto da Lombardi dopo il fatto".

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