Squilibri pubblico-privato "Intervenga il legislatore"

Il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro: "Bisogna sburocratizzare"

(segue dalla prima)

(...) Anzi, le prestazioni potranno arrivare anche a casa, grazie all’azione di 6-8 unità domiciliari, tutto attivabile con una centrale operativa che potrà anche fare ricette e certificazioni. Rispetto al dottore della ’guardia medica’ che oggi deve rispondere al telefono con una mano, visitare con l’altra e fare una ricetta con l’altra ancora, senza strumenti diagnostici a disposizione, è davvero un potenziale bel cambiamento.

Quale sia, però, la contingenza della sfida sulla sanità in questo momento è piuttosto vistoso. Privato, pubblico. La salute è comunque un mercato. Il privato si insedia dove il pubblico non riesce ad arrivare. Ha dalla sua la possibilità di pagare i medici quanto vuole e un accesso al capitale inimitabile.

Qui per pagare un macchinario da qualche milione di euro si fanno anni di cene benefiche, pianificazioni pluriennali a bilancio, mutui. Là si fa un business plan, un prezzo a prestazione e si va in banca, come una qualsiasi azienda. Nel processo di tecnologizzazione e industrializzazione della sanità, sembra una sfida persa.

Il problema è che non tutti gli utenti possono stare in un business plan: i poveri e i cronici non sono ammessi. Nel momento in cui mancano medici – con numeri da paura – la concorrenza tra pubblico e privato non è ad armi pari. È necessario un intervento del legislatore perché si ristabilisca un equilibrio in un preciso momento storico. Non lo impone un’idea politica, ma la Costituzione. Servono azioni perché il numero di nuovi professionisti nelle specialità più ’scoperte’ sia ripristinato. Bisogna creare uno status giuridico speciale per i medici che devono lavorare quotidianamente tra vita e morte senza avere un avvocato sulla spalla. Bisogna evitare il dumping nei compensi.

Bisogna sburocratizzare: si fa prima a prenotare un aereo per New York che una visita specialistica o un farmaco ripetitivo. Credo che un algoritmo evoluto per le prenotazioni – che analizzi contemporaneamente Reggio, Modena e Parma, anche con criteri di prossimità della ricerca – aiuterebbe a ridurre le liste d’attesa evitando di andare da Guastalla a Castelnovo Monti per andare dall’oculista. Insomma, bisogna riformare localmente e contemporaneamente chiedere un cambio di passo vero a livello nazionale: sì, servono più soldi, perché oggi la salute costa di più. La popolazione è più anziana ma soprattutto oggi ci sono cure nuove e potenti, che sono costose: e non possono esserci solo per chi può pagarsele. La mobilitazione del sindacato di queste ore è dunque più che condivisibile: non contro, ma per. Se lo Stato non interviene, ci troveremo prima o poi in pronto soccorso dove i codici colore saranno gold, silver o bancomat.

Emanuele Cavallaro

(sindaco di Rubiera)