CHIARA GABRIELLI
Cronaca

Storie di antifascismo. La coppia Bertoldi-Collini per ventitré racconti. E plaudono Massari (Pd)

Il presidente di Istoreco e la voce degli Offlaga vanno in edicola. E sulle amministrative: "Il primario saprà essere indipendente".

Domani in libreria “Storie di Antifascismo senza retorica”, di Arturo Bertoldi e Max Collini. Il presidente di Istoreco Reggio Emilia, Arturo Bertoldi, assieme a un artista voce per tanti anni degli Offlaga Disco Pax, Max Collini: ne sono usciti 23 racconti editi da People, a cavallo tra la seconda guerra mondiale e la modernità del presente. Storie vere, politiche, personali e collettive che hanno coinvolto anche altri autori, come Andrea Pennacchi, Giorgio Boatti e Marco Philopat.

Perché questo libro?

Collini: "Il libro nasce da un confronto concreto con il pubblico del tour omonimo e che sto portando in giro da mesi. Partendo dai testi che abbiamo scritto o scelto io e Arturo, mi sono reso conto che raccontare queste vicende, quasi sempre di persone comuni travolte dalla Storia (con la esse maiuscola), coinvolge molto di più che un tomo accademico, ma meno, ahimé, di una conferenza di Alessandro Barbero. Stiamo lì nel mezzo, ma siamo una squadra ugualmente ambiziosa. Nel libro ci sono finiti i racconti dello spettacolo e tanto altro. Ne sono usciti 23 capitoli che vogliamo condividere. Sono tempi difficili e crediamo sia giusto così".

Dove la presentazione?

Collini: "La prima a Reggio sarà alla Libreria all’Arco martedì 12 marzo, Catania il 24 febbraio, Roma il 2 marzo e Bologna il 6 marzo, Milano il 21 marzo, solo per citarne alcune".

Quanto il libro è legato allo spettacolo?

Collini: "Senza lo spettacolo “Storie di Antifascismo senza retorica” probabilmente il libro non esisterebbe, ma nella versione letteraria abbiamo inserito molti altri contenuti".

Quali le prossime tappe dello spettacolo?

Collini: "Sabato 17 febbraio Modena all’Off, dal 21 al 25 Febbraio ampio giro in Sicilia. A marzo tante presentazioni del libro e ad aprile il tour ricomincia: Bologna, Piacenza, Verona, Ferrara e molte altre città".

Come è strutturato il testo?

Bertoldi: "Come dice lo storico Francesco Filippi nella sua meravigliosa prefazione: “L’antifascismo è uno spettacolo”. Questo libro nasce appunto da uno spettacolo e tale vuole rimanere. Immaginatevi una serie Netflix in 23 episodi dove scoprire storie di famiglia, avventure, protagonisti e protagoniste improbabili, tremendi bastardi, sentimenti profondi e utili strumenti per affrontare con stile e coraggio il presente. Tutto, chiaramente, senza retorica".

Il racconto più commovente?

Bertoldi: "’I salmoni e le case popolari” di Max. Tanta roba".

Collini: "Il più forte per me è quello dedicato a Hilde Coppi, una storia che spezzerebbe il cuore anche a un automa. Adoro da sempre il racconto ’Bertazzoni’, scritto da Arturo".

È un libro che dovrebbe essere letto nelle scuole?

Bertoldi: "Per partito preso da studente non amavo i libri che mi proponevano a scuola, ma mi sono dovuto spesso ricredere. Lasciamo a docenti e studenti la scelta, ma credo che il libro possa essere un buon supporto per l’educazione civica e per l’approfondimento storico. Sono storie vere e sincere, quelle che io avrei voluto leggere a scuola. Sono, però, molto curioso di conoscere il giudizio di un/una quindicenne. Mi farebbe piacere confrontarmi con gli studenti".

Nella premessa si legge “L’assenza di fascismo in questa Repubblica, dal 1945 a oggi, è stato solo il desiderio, mai realizzato, di chi ama la democrazia”. Quanto c’è bisogno oggi di un libro come questo? Le idee fasciste come si manifestano in Italia? E a Reggio?

Bertoldi: "Basta guardarsi in giro e vedere come il fascismo sia ancora in Italia un problema. Non mi riferisco solo agli episodi grotteschi, ma ad un brodo culturale in cui crescono idee reazionarie e pericolose. Provo più tristezza che rabbia. Non c’è bisogno solo di questo libro, c’è bisogno di antifascismo".

Verso le elezioni cittadine. Collini ha fatto campagna elettorale per la Schlein alle primarie, sperava che il partito desse l’ok a De Franco?

Collini: "Mi aspettavo che il Pd desse il via libera a un candidato di sinistra che rappresentasse al meglio possibile storia politica e sociale della città. Massari ha un curriculum personale che è difficile discutere per serietà e coerenza e soprattutto è una figura che può ampliare coalizione e consenso. Sono un estimatore di de Franco da sempre, come del resto di Schlein, ma fare il sindaco di una coalizione molto ampia richiede una capacità di sintesi non comune e credo che Massari sia una figura che possa avere questa qualità".

Dietro l’operazione Massari vedete un apparato reggiano riferibile a Delrio o credete che sarà abbastanza libero?

Collini: "La sua carriera professionale e la sua storia politica non mi sembrano sovrapponibili a quelle di Delrio, a parte il fatto che sono stati colleghi nelle professioni sanitarie. Conoscendo personalmente Massari da molti anni non riesco ad immaginare che possa farsi dettare l’agenda via mail".

Quali le priorità che un sindaco di sinistra deve affrontare? Cosa non è stato fatto finora?

Bertoldi: "Conosco Massari e lo voterò, ma non mi piace dire agli altri quello che devono fare né dare consigli come l’umarell di turno. Sicuramente non lo invidio, perché i problemi sono sempre più globali e le soluzioni sempre più complesse. Gli auguro di prendere per mano la città e di farla uscire dalle sue tante paure e da una comfort zone fatta di una nostalgia per un passato idealizzato che non c’è più e non ci sarà più. Spero che presto si finisca di discutere se hanno fatto bene o male ad abbattere i Portici della Trinità e si possa pensare al futuro di una città fatta di tante persone diverse".

Si può ancora parlare di sinistra?

Bertoldi: "Con tutta la destra che c’è in giro, parlare di sinistra è il minimo".

Collini: "In questa città, la cui storia è stata tutta vissuta a sinistra, errori compresi, credo che i temi del lavoro, transizione ecologica, innovazione, inclusione sociale siano importantissimi per tutti".

Un candidato come Tarquini potrebbe bissare l’operazione Guazzaloca come a Bologna?

Collini: "Suppongo sia quella l’idea, ma confidiamo che il risultato possa essere diverso".