Strage, Bellini in aula: "Nel video non sono io. La mia ex moglie mente, voglio un confronto"

L’imputato ha fatto dichiarazioni spontanee nel processo d’appello. Proiettato il filmato del turista tedesco Polzer con l’immagine contestata. .

Strage, Bellini in aula: "Nel video non sono io. La mia ex moglie mente, voglio un confronto"

Strage, Bellini in aula: "Nel video non sono io. La mia ex moglie mente, voglio un confronto"

"Non ho niente a che fare con la strage di Bologna, è tutto inventato".

Paolo Bellini prende per la prima volta la parola nel processo d’appello che lo vede imputato per la strage del 2 agosto 1980 e lo fa per respingere con forza le accuse. Nelle oltre due ore di dichiarazioni spontanee, l’ex ’primula nera’ di Avanguardia Nazionale ha poi puntato il dito contro l’ex moglie, Maurizia Bonini, che lo ha riconosciuto in un video girato in stazione la mattina dell’attentato: "Signora Maurizia – ha detto in aula – facciamoli i benedetti confronti. La prima immagine che la Procura generale le ha fatto vedere era sfuocata, nemmeno io saprei riconoscermi". Prima che Bellini prendesse la parola, in aula era stato mostrato il famoso filmato del turista tedesco Harold Polzer girato in stazione la mattina della strage. Il video, a un certo punto, mostra un uomo con i baffi e una maglietta blu che, secondo l’accusa, è proprio Paolo Bellini. Non solo, in aula sono fatte sentire due intercettazioni ambientali. La prima del 26 giugno 2023 nella quale Bellini, riferendosi all’ex moglie dice: "D’accordo per 40 anni poi adesso non mi copre più, perché io non la copro più"; la seconda del 18 gennaio 1996, in cui l’ex leader veneto di Ordine nuovo, Carlo Maria Maggi, parla di un "aviere" coinvolto nella strage del 2 agosto 1980.

Oltre a Bellini, condannato in primo grado all’ergastolo per concorso nella strage, a processo sono anche l’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel (presente ieri in aula), accusato di depistaggio e condannato in primo grado a sei anni e Domenico Catracchia, ex amministratore di condomini in via Gradoli a Roma, accusato di false informazioni al pm e condannato a quattro anni.

Tornando alle dichiarazioni spontanee, l’ex Avanguardia Nazionale, difeso dagli avvocati Antonio Capitella e Manfredo Fiormonti, nel suo discorso si è rivolto anche ai giudici: "Io non posso aver minacciato – le sue parole – e non minaccio i magistrati. Sono andato in Sicilia nel 1992, dopo la morte di Falcone e Borsellino, vi ho salvato, ero lì su preciso mandato del presidente della Repubblica, sono arrivato fino ai vertici di Cosa nostra e voi mi avete lasciato nella m…".

Quasi due ore di dichiarazioni nelle quali sono emersi anche alcuni elementi di novità, come la presenza di Bellini, per sua stessa ammissione, alla Mucciatella (un albergo in provincia di Reggio Emilia di proprietà del padre dell’imputato) insieme all’allora procuratore capo di Bologna, Ugo Sisti, la notte tra il 3 e il 4 agosto. Una circostanza che finora non era mai stata resa nota, in quanto Bellini in quei giorni doveva essere al Passo del Tonale in compagnia della famiglia.

"Le lunghe dichiarazioni rese in aula da Bellini confermano la sua intraneità agli ambienti dei Servizi segreti deviati e alla destra eversiva", hanno commentato i legali di parte civile Andrea Speranzoni, Lisa Baravelli, Alessandro Forti e Alessia Merluzzi. Nella prossima udienza, fissata per il 21 febbraio, si discuterà il tema dell’orario segnato sull’orologio di una signora che compare nel video dietro l’uomo identificato come Paolo Bellini che, secondo la difesa, scagionerebbe l’imputato.

Chiara Caravelli