Ha patteggiato un anno e sei mesi, pena sospesa, davanti al gip Luca Ramponi, la coppia di conviventi napoletani arrestati in aprile dopo che un professionista reggiano era caduto nella truffa online dello smishing: attraverso messaggi e telefonate sul cellulare, gli hacker si fingono impiegati bancari per ottenere i dati del malcapitato, e, in questo caso, gli avevano svuotato il conto corrente di 40mila euro. Insieme a loro, era finito in manette anche un pakistano 39enne. Per tutti l’accusa è di ricettazione e riciclaggio dei proventi di una truffa informatica. Gli accertamenti avevano permesso, di individuare il beneficiario dei bonifici: una 45enne. Grazie alla collaborazione di Poste Italiane, si è appurato che la donna era nella filiale di Massenzatico: aveva già versato, su quattro carte ricaricabili, circa 20mila euro, prima che piombassero agenti della polizia postale e della questura. . I due conviventi, difesi dall’avvocato Mattia Fontanesi, hanno concordato la pena con il pm Giacomo Forte durante le indagini preliminari e le loro posizioni sono state stralciate.

al.cod.