L'inaugurazione su viale Piave, alla presenza del papà di Sylvester
L'inaugurazione su viale Piave, alla presenza del papà di Sylvester

Reggio Emilia, 9 febbraio 2019 - Hanno cancellato il suo viso, ma non il suo ricordo. Sylvester rivive nel murale che costeggia viale Piave, inaugurato oggi pomeriggio. Alla cerimonia erano presenti i suoi famigliari, il sindaco Luca Vecchi, le assessore Raffaella Curioni e Serena Foracchia e il sindaco di Rubiera. Il disegno è stato completamente rifatto dopo lo sfregio subito qualche settimana fa, a poca distanza dal quinto anniversario della sua morte.

Era il 13 gennaio 2014 quando Sylvester Agyenmang, 14 anni, perdeva la vita sbattendo la testa sull’asfalto, dopo essere caduto dal bus che lo stava portando a scuola. Il vandalo è stato denunciato per imbrattamento di cosa pubblica lo scorso 19 gennaio.

Un fatto increscioso, che ha riportato a galla l’indignazione e lo sconforto già generati dalla tragedia di cinque anni fa. Accanto al murale si scorge uno striscione del collettivo Studenti Autorganizzati: ‘Sylvester il tuo ricordo è indelebile’. Il padre, Emmanuel Agyenmang, è arrivato direttamente dall’Inghilterra, dove da circa due anni si è trasferito con il resto della famiglia. Sotto la giacca elegante una polo rossa, con sopra il volto di suo figlio. «Quando ho visto com’era stato rovinato il murale, e anche il suo ricordo, mi sono molto arrabbiato. Ho chiamato subito il mio avvocato e il sindaco di Rubiera (dove la famiglia viveva prima, ndr). Lui mi ha dato speranza». Guardando dall’altra parte della strada, aggiunge: «Ci sono sempre aspetti positivi e negativi, in tutte le cose: adesso questo murale è ancora più bello».

Non solo, è anche più grande. Il murale, concluso poco prima della cerimonia e iniziato verso le nove di mattina, è opera di Fabio Valentini (Neko), Mr Dada (Daniele Castagnetti) e Maik (Marco Temperilli). Neko è l’artista anche del primo murale. Oltre al volto di Sylvester, alla sinistra si riconoscono due giovani mani, una delle quali ha in mano un areoplanino di carta. L’altra tiene uno zaino da scuola, da cui escono matita, penna e un foglio con su scritto ‘piano’. Un riferimento al pianoforte, ma anche alla sicurezza stradale.
Le immagini raccontano, come in una melodia, la storia di un giovane appassionato della vita, che ha abbandonato questo mondo troppo presto. «Sylvester suonava il piano, era molto bravo», racconta la cugina Winifred Appiah. «Il disegno aiuta anche a ricordare anche la sua vita di studente».

Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera, conosce bene la famiglia di Sylvester. «Ora il suo sguardo – ha detto – è ancora più vivido e profondo. Sono sicuro che sta continuando a suonare il piano anche lassù. Fortunato chi può sentirlo».


Anche il padre, dopo un momento di debolezza, ha trovato la forza di parlare al microfono del suo bambino perso prima del tempo. Al suo fianco, la cugina Winifred lo aiuta sia nella traduzione dall’inglese che ad affrontare un momento così delicato. «Sylvester è morto qui, ma resta sempre accanto a noi – ha detto Emmanuel –. Finora non c’è stata nessuna giustizia per la perdita di mio figlio. Spero che la sua morte sia utile affinché queste cose non succedano mai più».