CLAUDIO LAVAGGI
Cronaca

Tai Aguero, il mito azzurro sulla panca della Osgb

A Campagnola l’ex giocatrice cubana affiancherà coach Molinari come vice "Voglio imparare. Credo di poter essere un riferimento sul piano emotivo per le ragazze".

Tai Aguero, il mito azzurro sulla panca della Osgb

Tai Aguero, il mito azzurro sulla panca della Osgb

La domanda è facile per gli appassionati di volley: ha vinto due olimpiadi, due campionati del mondo, due europei, tre coppe del mondo e tanto altro ancora… e non con la stessa nazionale. Ma è Taismary Aguero, detta Tai, che proprio in questi giorni si è accordata con l’OSGB Campagnola Tirabassi e Vezzali per assumere l’incarico di secondo coach in Serie B1.

La Aguero, 37 anni, di origini cubane, è stata una delle migliori giocatrici al mondo di tutti i tempi, disputando numerose partite con la nazionale italiana e firmando l’ace che nel 2009 diede all’Italia il titolo europeo.

Oggi è sposata, vive a Carpi, ha due figli, Pietro Norberto di 10 anni e Rafael di 7.

Come mai da secondo allenatore?

"Intanto non è detto che un grande giocatore sia poi un grande tecnico – dice la Aguero – e poi preferisco affiancarne uno d’esperienza e imparare. Non è neanche detto che in futuro farò l’allenatrice, anche se vorrei restare nel mondo della pallavolo, ma non so ancora in quale ruolo. A me piace provare e dunque nella prossima stagione proverò anche questo".

Con quali ambizioni?

"Credo che stiano costruendo una squadra molto valida che possa puntare a un campionato di vertice. Cambierà tutto, dal primo tecnico che è Luciano Molinari con cui ho già collaborato e che considero un amico".

E il suo compito quale sarà?

"Credo di poter essere un punto di riferimento per tutte le ragazze, sia sul piano tecnico e tattico, sia su quello emotivo e motivazionale. Quindi diciamo appoggio in campo, ma anche nello spogliatoio. Specialmente per le più giovani, anche perché un under 18 l’ho già allenata. Una collaborazione con Campagnola c’era già stata nella stagione da poco conclusa, ma diciamo a livello informale".

Parlando di allenatori, chi ricorda in particolare dei suoi?

"Ho avuto tanti allenatori e devo dire tutti bravi a partire dalla cinese Lang Ping. Da ognuno ho preso qualcosa, certo con Barbolini ho disputato tante stagioni e quando sono arrivata da Cuba mi ha accolto a braccia aperte".

Una partita che ricorda?

"Sono troppe, certamente l’Olimpiade di Sidney, ma anche la grande emozione quando nel giugno del 2007 ho ricevuto la mia prima convocazione in azzurro".

Esattamente in che ruolo giocava?

"Alla fine opposto, ma ero anche banda perché ricevevo bene e pure al palleggio se si giocava con il doppio palleggiatore".

I suoi figli giocano a pallavolo?

"No, mi hanno abbandonata – ride Tai - preferiscono il calcio, anche se io spero che possano ancora cambiare idea".

Giocava col 12, ma non sempre.

"Non ero e non sono scaramantica, il 12 mi piaceva, salvo lasciarlo alla Piccinini quando ho giocato assieme a lei".