A sinistra un laboratorio analisi privato. Nel riquadro il direttore Pulcinelli
A sinistra un laboratorio analisi privato. Nel riquadro il direttore Pulcinelli

Reggio Emilia, 18 novembre 2020 - Centralini dei laboratori intasati di chiamate. Telefoni che squillano a vuoto per ore prima di fissare un appuntamento. E tanta confusione su cosa si possa fare (e dove). Per chi cerca un tampone senza aspettare i tempi della salute pubblica la strada non è semplice. A confermarlo sono gli stessi laboratori sul territorio: il boom di chiamate ha surriscaldato le linee telefoniche e nella maggior parte dei casi si devono attendere diversi minuti prima di poter parlare con un operatore. La Regione dà priorità ai tracciamenti dell’Ausl, che prosegue le attività di monitoraggio e screening, ma sembrano essere in arrivo alcune collaborazioni tra pubblico e privato che potrebbero soddisfare queste esigenze e al contempo ridurre la pressione sugli ospedali. Rimangono però alcuni nodi da sciogliere. In primis la possibilità di velocizzare l’uscita dalle quarantene e, tra le altre novità, l’arrivo dei cosiddetti tamponi rapidi (antigenici, con risultati in pochi minuti), avviando così la possibilità di estendere il servizio anche ai privati. Ancora le modalità non sono state chiarite, ma qualcosa si sta muovendo.

A contribuire allo sforzo comune, e cioè abbassare la curva epidemica, è stato chiamato il settore privato, probabilmente per alleggerire le tempistiche delle strutture pubbliche soprattutto per la refertazione (comunicazione dei risultati). Nonostante le modalità specifiche siano ancora in fase di definizione, ciò che cambierebbe rispetto ai mesi precedenti è che i centri convenzionati Ausl potrebbero gestire autonomamente le analisi dei tamponi effettuati.

Due cose sono certe: il servizio si paga e rimane obbligatoria la prescrizione medica. A dare una prima conferma è Villa Verde, che tra l’altro si organizzerà anche per i tamponi rapidi (antigenici). Come racconta Fabrizio Pulcinelli, direttore generale della casa di cura, la situazione "non è felicissima, visto l’incremento giornaliero di casi". Già ad aprile il centro aveva sospeso tutte le attività chirurgiche per ospitare pazienti Covid ed è pronto, in caso di bisogno, a tornare in quell’assetto. "Ad oggi non ci è stato chiesto e spero che le misure degli ultimi provvedimenti contribuiscano a invertire la curva. Di certo, attualmente, da due o tre richieste al giorno di tamponi siamo passati a una trentina. Teniamo la situazione monitorata e continuiamo a fare tamponi ogni 15 giorni a tutti gli addetti all’assistenza e test sierologici agli impiegati", ha spiegato il direttore.

L’obiettivo, quindi, sarebbe abbassare la pressione sul sistema sanitario pubblico, facendo subentrare il settore privato e promuovendo l’apertura ad altri laboratori oltre a quei centri che già durante la primavera scorsa garantivano supporto. Un altro caso nel territorio reggiano è l’accordo tra Croce Verde, 3CSalute e PrivatAssistenza per tamponi e sierologici in sedi dedicate, nelle aziende o a domicilio. Il percorso consigliato rimane sempre quello pubblico (Ausl), ma in alcuni casi specifici di necessità (viaggi di lavoro, colloqui o visite a persone anziane) e sempre e comunque certificati dalla ricetta medica, sarà possibile rivolgersi a centri privati. A comunicarlo è l’amministratore di 3CSalute, Maurizio Gozzi, di fronte a un aumento delle richieste del 500% da settembre. Anche le aziende, quindi, attraverso moduli specifici, potranno inviare richieste formali alla regione da parte del medico competente.

In genere, a Reggio, per un tampone rapido (antigenico) si spendono circa 45-50 euro (molti sono i centri che si stanno attivando per riceverli, come confermato da Villa Verde, in modo da garantire risultati efficaci in 15-20 minuti). Un tampone molecolare, invece, costa attorno ai 90 euro, con refertazione in 3-4 giorni lavorativi, per un massimo di 96 ore. Alcuni laboratori privati, se si superano i 10-15 dipendenti, effettuano anche test e tamponi direttamente in azienda. Passata la prima ondata, molte strutture che svolgevano le analisi hanno sospeso il servizio. Alcune, come Villa Verde, hanno ripreso a fare screning, altre come Villa Salus non hanno ricominciato. La Regione in questi giorni sta accogliendo nuove richieste di accreditamento da parte di laboratori e case di cura.

In questo modo i privati potranno sottoporsi all’esame a proprie spese, accordandosi con il personale dei laboratori per la prenotazione (previa ricetta). Rimane compito dei centri contattare tempestivamente l’Ausl in caso di positività riscontrata.

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