Reggio Emilia, 12 gennaio 2021 - Due organizzazioni criminali albanesi concorrenti tra loro che battagliavano per vendere all'ingrosso la droga al miglior prezzo e un'altra organizzazione di matrice magrebina che la acquistava per poi venderla al dettaglio sulla via Emilia, in particolare fra Reggio Emilia e Modena, ma anche in tutto il Nord Italia. È l'esito dell'operazione 'Trexit' (l'ultima della trilogia di inchieste tra il 2014 e il 2020 avviate con 'Exit' e 'Rexit' sempre negli stessi territori) contro il narcotraffico portata a termine dalla polizia di Stato e dalle squadre mobili delle questure di Reggio Emilia, Modena, Bologna, Cremona, Firenze, Forlì, Mantova, Modena, Parma, Torino e Belluno.

Nella notte sono state eseguite 29 misure cautelari, di cui 9 dal gip Luca Ramponi del tribunale di Reggio Emilia su richiesta del sostituto procuratore Giacomo Forte e 20 dal gip Alberto Ziroldi del tribunale di Bologna su richiesta del pm della Dda Roberto Ceroni: 18, ritenuti tra i vertici dei tre distinti sodalizi, infatti dovranno rispondere di associazione a delinquere e, a vario titolo, di traffico – anche internazionale – di droga; 26 si trovano in carcere, due agli arresti domiciliari e uno all'obbligo di firma. Ma sono 11 le persone ricercate, tra cui l'unica donna – una pusher lituana – degli indagati.

Nel corso dell'operazione avviata nel 2017 e conclusa oggi, sono state arrestate 102 persone (tra cui numerosi spacciatori al minuto), mentre sono stati sequestrati 301 kg di hashish, 24,7 kg di cocaina, 2,1 kg di eroina, 31 kg di marijuana, 4 pistole illegalmente detenute e 192.000 euro in contanti. La droga arrivava in particolare dall'Olanda a bordo di autovetture (sette quelle sequestrate) che avevano doppi fondi segreti dove i corrieri la nascondevano.