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30 apr 2022

"Troppi ragazzini che portano scompiglio: giusti i controlli"

I residenti e gli esercenti di via Roma ’benedicono’ la stretta delle istituzioni: "Alcuni clienti hanno paura a venire a far la spesa a certi orari". Ma c’è chi va controcorrente: "Anni fa era molto peggio"

nicola bonafini
Cronaca

di Nicola Bonafini Due passi nel quadrilatero ‘bollente’’ di Reggio Emilia. Quello formato da via Secchi, via Roma, una parte di via Nobili e via Filippo Re. Dove, da ieri (ne parliamo nell’articolo in pagina), si concentrerà l’occhio vigile delle forze dell’ordine, dopo la mobilitazione ferma dei cittadini residenti dei giorni scorsi. "E’ giusto che i controlli vengano fatti in modo più stringente! - esclama la signora Marisa, residente in via Roma, proprio sopra la piazza del Popol Giòst -. Anche perché qui ogni giorno ne succede una. Ieri (giovedì), un ubriaco alla guida ha colpito alcune auto e per poi andarsene. Come se niente fosse.. Per non parlare delle tante volte in cui i ragazzini si sono azzuffati". Emerge un tema che era stato sollevato da Alessandro Vassallo, portavoce del comitato di residenti di via Roma: quello del mancato rispetto degli orari di chiusura: "Qui gli alimentari chiudono ben oltre l’orario consentito. Parliamo delle 23, 23.30 – chiude la signora -. E’ evidente che questo crea un problema per noi residenti. Perché lì davanti si annidano quasi esclusivamente dei soggetti, anche di giovane età, il cui unico obiettivo è quello di procacciarsi dell’alcol, per poi, eventualmente fare confusione". La parola agli esercenti. La tabaccheria ’Terzi’ e il negozio di alimentari ‘Montanari’ sono due tra i più antichi esercizi che insistono su via Roma. "Pensi che noi siamo la terza generazione che gestisce questa tabaccheria – racconta Massimo Terzi, co-titolare della stessa -. Sono ben 71 anni che ne abbiamo la gestione". Quindi hanno visto, coi loro occhi, la ‘decadenza’ di questa nobile area della città: "Ma al di là del discorso sicurezza, che è un concetto legato alla percezione di ognuno di noi – specifica il signor Terzi -, qui, brutalmente, il tema è che la gente fa quello che ...

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