Non si ferma la mobilitazione del comitato di via Paradisi contro le modalità di attuazione del progetto ’902-Abitare solidale’. Si tratta del maxi piano di riqualificazione delle residenze da quasi 17 milioni previsto in zona stazione dal Comune, che non esclude, per la realizzazione nella strada di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, l’espropro di...

Non si ferma la mobilitazione del comitato di via Paradisi contro le modalità di attuazione del progetto ’902-Abitare solidale’. Si tratta del maxi piano di riqualificazione delle residenze da quasi 17 milioni previsto in zona stazione dal Comune, che non esclude, per la realizzazione nella strada di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, l’espropro di alcuni alloggi privati.

Così i residenti contrari al progetto hanno incontrato lunedì i consiglieri regionali Roberta Mori e Stefania Bondavalli (Pd), Federico Amico (Emilia-Romagna Coraggiosa) Maura Catellani (Lega) e due consiglieri comunali, Gianni Bertucci (M5s) e Claudio Bassi (Forza Italia).

"Per la prima volta - dice il comitato - sono state spese parole di ascolto e comprensione per i cittadini direttamente coinvolti dal progetto, che rischiano di venire espropriati dalla loro casa di residenza per fare posto a nuove persone individuate dal Comune". In particolare, "si è messa in luce l’esigenza di attivare una progettazione partecipata e i consiglieri regionali si sono impegnati ad approfondire e a conoscere i dettagli dell’operazione: a oggi infatti il Comune concede solo incontri singoli a porte chiuse. L’incontro ha comunque riportato a galla via della partecipazione, sperando che l’amministrazione comunale cominci a muoversi nella stessa direzione".

Ma ieri Amico, Bondavalli e Mori (tutti legati alle regionali al Pd di Bonaccini) hanno ribadito come il progetto "sia un’opportunità importante quanto attesa dalla cittadinanza", e come "la riqualificazione anche abitativa sia la strada giusta". Prima di concludere: "I toni accesi devono però ripristinare espressioni corrette. Fare riferimento a processi di ‘sostituzione umana’, alimenta una lettura distorta e fuorviante, mentre l’intervento in quell’area è fortemente richiesto dai cittadini stessi".