ALESSANDRA CODELUPPI
Cronaca

"Voi siete la mia polizia municipale, vi ordino di arrestarlo"

Processo affidi, un agente in aula riferisce la frase che l’ex responsabile dei servizi sociali avrebbe pronunciato dopo l’alterco con un padre

"Voi siete la mia polizia municipale, vi ordino di arrestarlo"

"Voi siete la mia polizia municipale, vi ordino di arrestarlo"

di Alessandra Codeluppi

"Voi siete la mia polizia municipale e io vi ordino di arrestarlo". Avrebbe urlato questa frase, l’ex responsabile dei servizi sociali Federica Anghinolfi, verso un agente della polizia locale, chiamata il 24 marzo 2017 nella sede di Barco di Bibbiano: quel giorno un uomo indiano si presentò per dirsi contrariato dall’allontanamento disposto per sua moglie e i figli. Il vigile urbano è stato chiamato a testimoniare ieri dalla procura, così come un altro dei tre colleghi poi sopraggiunti, nel processo sui presunti affidi illeciti di bambini in Val d’Enza. "Anghinolfi mi disse che non era stata aggredita fisicamente, ma a parole. Quel padre appariva leggermente alterato, così abbiamo cercato di tranquillizzarlo. L’assistente sociale si arrabbiò con me perché voleva che io lo arrestassi, ma io mi rifiutai e risposi che mi attengo solo al codice di procedura penale. Lei ribattè che avrebbe chiamato il nostro comandante. Rimanemmo lì due ore: Anghinolfi non si calmava e fece arrivare la Municipale".

Per questa vicenda l’ex responsabile deve rispondere di minacce a pubblico ufficiale. È però tuttora in corso un processo davanti al giudice Giovanni Ghini - già emerso alle cronache - che vede quei genitori accusati di maltrattamenti verso i due figli minori e in cui l’assistente sociale Francesco Monopoli - imputato in ‘Angeli e demoni’ - risulta parte offesa. Dopo che il tribunale dei minori decise di collocare la figlia un luogo protetto, il padre avrebbe mimato davanti a lui e a una collega il gesto del taglio della gola. E poi, il 22 marzo 2017, avrebbe riprodotto lo stesso gesto e minacciato un’esplosione. Infine due giorni dopo, nella sede di Barco, avrebbe minacciato di cospargersi di benzina per incendiare la struttura, scatenando il panico.

Ieri mattina è stata sentita anche una referente di un’azienda che produce case in legno, per parlare del progetto di costruire una comunità a Bibbiano che raccogliesse bambini che potevano aver subito abusi. Ha detto che erano sono state fatte diverse riunioni, e che il sindaco appariva come la persona più concreta nel voler affrontare la questione e che la gara d’appalto era solo una delle ipotesi al vaglio.

Ascoltato anche uno psicologo di Parma, Filippo Tinelli, che nel 2014 fu contattato dall’ex collega Imelda Bonaretti, ora imputata, per fare psicoterapia agli adolescenti in carico al servizio sociale Val d’Enza: "Proposi 50 euro all’ora, una tariffa calmierata trattandosi di un ente pubblico. Poi non seppi più nulla". Secondo l’accusa invece i professionisti di ‘Hansel e Gretel’ ingaggiati a Bibbiano incassavano 135 euro all’ora.