Reggio Emilia, 8 settembre 2018 - Altri tre casi di West Nile a Reggio che salgono dunque complessivamente a quattro. È quanto emerge dal report regionale stilato dall’Ausl sulla malattia trasmessa dalla zanzara comune che sta terrorizzando soprattutto l’Emilia-Romagna e il Veneto dove si sono verificati addirittura dei decessi. 

E nella nostra provincia ne sono spuntati altri tre rispetto all’unico caso (contagiato dopo una vacanza al mare) comunicato dall’azienda sanitaria locale proprio pochi giorni fa. Per confermare i casi occorre sempre attendere le analisi di laboratorio. Ecco perché evidentemente ancora non era stato reso noto.

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Occorre però fare le dovute distinzioni sui quattro casi. Due di questi sono conclamati. «Si tratta di West Nile non di tipo neuro-invasivo – spiega Mauro Grossi, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Reggio – E dunque non sono in pericolo di vita. Inoltre, non si tratta di persone anziane e questo aiuta il decorso della malattia. Anzi, possiamo dire che sono in miglioramento». 
Mentre gli altri due sono casi scoperti grazie alle sacche di sangue versato dai donatori. «Da aprile a ottobre si innesca un meccanismo di controllo accurato – spiega Grossi – come d’altronde c’è sempre, ci tengo a sottolinearlo, sulle donazioni. Grazie alle analisi, abbiamo appurato la presenza del virus in due persone a Reggio».

Donatori che però non sono affatto in pericolo. «È come se fossero immunizzati avendo sviluppato gli anticorpi della malattia col contatto delle immunoglobuline a contatto col virus West Nile – conclude Grossi – L’unico modo che avrebbero per trasmetterlo è attraverso le trasfusioni. Ma chi riceve e chi dona sangue stia tranquillo, perché i controlli sono sicuri. Non c’è alcun pericolo proprio perché la prevenzione è fondamentale».

Restando in tema di prevenzione, purtroppo la Culex, ossìa la zanzara nostrana è diffusa ovunque ed è praticamente ineliminabile. Proprio la zanzara comune è vettore del virus West Nile – e non la zanzara tigre come si tende a pensare spesso nell’immaginario comune che invece trasmette altri tipi di malattie come ad esempio la Dengue (un caso si è verificato pochi mesi fa nel Comune di Guastalla, contratta da una signora rientrata da un viaggio in un paese tropicale) – trovando un ospitale serbatoio negli uccelli selvatici. 

Ma la lotta tempestiva alle larve coi trattamenti sia da parte del Comune in tombini e luoghi pubblici sia da parte dei privati nei propri cortili di casa, è comunque un’ottima prassi, come spiegano gli esperti. Gli appositi kit si possono trovare anche in farmacia o è possibile richiederli a Iren. 

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