Reggio Emilia, 12 marzo 2018 - Approdano al cinema le tigri e i giaguari delle golene del Po, attraverso la storia del pittore naif Antonio Ligabue. Un film che sarà prodotto da Palomar, società romana protagonista di grandi successi come le serie televisive ‘Il Commissario Montalbano’ e ‘Braccialetti rossi’ e di film come ‘Il giovane favoloso’ e di ‘The Happy Prince’ (esordio alla regia di Rupert Everett. Ma il progetto sul grande pittore della Bassa reggiana - le riprese inizieranno in maggio - segna anche l’approdo al Tecnopolo di Reggio Emilia di Palomar, che si insedierà con una propria unità operativa locale, con l’obiettivo di dare continuità nei prossimi anni alla propria azione produttiva in Emilia Romagna.

‘Volevo nascondermi’, film scritto e diretto da Giorgio Diritti sulla vita del pittore Antonio Ligabue, sarà interpretato da Elio Germano. L’opera è prodotta da Palomar in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e le istituzioni locali di Reggio Emilia. Alla sceneggiatura hanno contribuito, oltre al regista bolognese, Tania Pedroni e Fredo Valla. Sul grande schermo sarà raccontata la tormentata esistenza di Toni Ligabue, pittore naif e immaginifico che dipingeva tigri, gorilla, leoni e giaguari. Le riprese saranno effettuate in prevalenza nel reggiano, terra in cui l’artista crebbe e costruì la sua carriera. Una vita di durezze che è allo stesso tempo una fiaba: la storia di un bambino solo ed emarginato che trovò nella pittura una forma di riscatto per esprimersi e farsi amare dal mondo.

Entro la prossima estate Palomar intende insediare a Reggio Emilia una propria unità produttiva all’interno del Tecnopolo per la ricerca industriale, attorno al quale si sta sviluppando il Parco Innovazione, progetto di trasformazione della storica area industriale dismessa delle Ex Officine Reggiane nel primo polo europeo di carattere scientifico-tecnologico-umanistico al servizio delle imprese e della ricerca. «Per il nostro territorio - sottolinea l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti - significa avere la possibilità di aprirci a nuove potenzialità».