Oltre 15mila spettatori in pochi mesi, tra i successi del Lime Theater lo spettacolo del Coro dell’Armata Rossa
Oltre 15mila spettatori in pochi mesi, tra i successi del Lime Theater lo spettacolo del Coro dell’Armata Rossa

Reggio Emilia, 14 febbraio 2017 - Al Lime Theater la festa, appena cominciata, potrebbe essere già finita. Il teatro inventato dal nulla dalla Medials nel capannone D delle Fiere, infatti, potrebbe essere prossimo a chiudere i battenti: non c’è ancora un accordo tra la società che gestisce le Fiere (la coop la Bussola) e la Medials stessa per l’affitto della struttura in vista dell’organizzazione degli eventi. Il Lime Theater, in poco più di tre mesi, ha riscosso grande successo, con una serie di concerti che hanno attirato migliaia di persone nel quartiere di via Filangieri.

Ma ora il mancato accordo tra Medials e la Bussola potrebbe mandare all’aria il progetto. Oppure, e sarebbe un esito piuttosto clamoroso, gli eventi di spettacolo potrebbero essere organizzati da soggetti diversi da Medials, ma sempre nello stesso luogo. Marco Bertolotti della Bussola spiega lo stato delle trattative con queste parole: «Per fare un accordo ci devono essere due parti che si incontrano. Già per l’organizzazione del capodanno cinese (realizzato da Medials venerdì scorso, ndr) abbiamo fatto una generosa concessione a Medials, visto che il contratto lo abbiamo firmato giovedì mattina, a poche ore dall’evento stesso: l’abitudine di presentarsi all’ultimo minuto non va bene. Per ora – sottolinea Bertolotti – un accordo complessivo sul 2017 non lo abbiamo trovato. E’ anche vero che il ragionamento sull’organizzazione di eventi può essere affrontato anche con tanti altri soggetti oltre a Medials…».

Parole sibilline, quello di Bertolotti, che aprono ad uno scenario imprevisto: fine del Lime Theater, eventi sotto altre insegne al padiglione delle Fiere. Intanto ieri Davide Corradi, architetto che ha preso parte alla realizzazione del progetto Lime Theater, ha scritto sui facebook un appello all’amministrazione comunale affinché si attivi contro la chiusura del teatro. «Il Lime Theater, in questi primi 4 mesi di vita – scrive Davide Corradi - ha già portato a sè più di 15mila persone tra concerti e spettacoli; laddove c’era un padiglione vuoto oggi c’è un teatro, in un ente fieristico che stava via via dismettendo la propria attività. Il Lime è una palese dimostrazione di cosa significhi fare rigenerazione attraverso la cultura, per di più all’interno di una zona, Mancasale, in cui l’amministrazione comunale ha speso risorse per la riqualificazione urbana dell’area stessa, rendendolo probabilmente il parco industriale più bello a livello nazionale. Tutto ciò - sottolinea Corradi - è stato possibile esclusivamente grazie all’idea e all’investimento di un privato, che è stato in grado di vedere ciò che nessuno aveva ancora visto e di cogliere le potenzialità di uno spazio che a tutti sembrava obsoleto».

«Dunque oggi – scrive ancora Corradi - data l’incertezza che ancora aleggia attorno al futuro del teatro, penso che l’amministrazione debba far sì che questo progetto possa continuare ad esistere anche in futuro perché a perdere un’occasione del genere ci rimette innanzitutto la città e ritengo – conclude Corradi - che debba tener conto di questa cosa nel pianificare le prossime mosse, affinché il progetto possa proseguire con il suo unico ‘padre naturale’, la Medials Live».