Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano
Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano

Reggio Emilia, 20 agosto 2019 - Il Consorzio Parmigiano Reggiano accoglie con entusiasmo il via libera del ministero delle Politiche Agricole al Piano di Regolazione offerta del Parmigiano Reggiano per il triennio 2020/2022. Il decreto firmato dal ministro Gian Marco Centinaio, arriva in un periodo particolarmente felice per il 're dei formaggi'. I 3,7 milioni di forme prodotte nel 2018 rappresentano il livello piu' elevato nella storia. Il Parmigiano Reggiano rappresenta non solo il primo marchio Dop al mondo per influenza, ma anche il primo prodotto food DOP/IGP per valore alla produzione. Un giro d'affari al consumo pari a 2,4 miliardi per la denominazione di origine protetta che si proietta sempre piu' verso l'estero. Nel 2019 la quotazione del prodotto alla produzione ha sfondato i il tetto storico degli 11 euro al chilo (stagionatura 12 mesi). "Un contributo importante a questi risultati - afferma il presidente Nicola Bertinelli - e' venuto proprio dal Piano produttivo che negli ultimi anni ha dato certezze alla programmazione delle imprese ed accompagnato una crescita regolare e risorse aggiuntive per un grande rilancio della marca Parmigiano Reggiano". 

Con il nuovo Piano regolazione offerta 2020-2022 vengono confermati i pilastri precedenti: quote di produzione assegnate agli allevatori e contribuzione aggiuntiva versata da chi supera i livelli soggettivi. Un piano innovativo, semplice ed efficace che permettera' alle aziende di crescere in modo razionale e con flessibilita', cosi' da potere reagire prontamente ai cambiamenti del mercato. Per adattare l'efficacia dello strumento alle condizioni produttive, e' possibile infatti intervenire di anno in anno sul punto di riferimento, sul livello di contribuzione, e con sconti per politiche mirate legate alla qualita' o categorie specifiche di produttori.

Gia' entro il prossimo 15 ottobre, il Cda e l'assemblea saranno chiamati a formulare importanti proposte in tal senso. "Grazie a questo risultato - continua Bertinelli - ora potremo concentrarci al 100% sulla minaccia dei dazi Usa che proprio in questa calda estate rischia che gettare al vento il lavoro di anni. Ma siamo convinti di poter far comprendere all'Amministrazione Usa che i dazi sul Parmigiano Reggiano sarebbero prima di tutto un boomerang per i consumatori americani e le tante imprese Usa che vivono con il nostro prodotto".

Trump minaccia di applicare un dazio pari al valore del prodotto importato. Cio' significa che il dazio passerebbe da 2,15 dollari a 15 dollari al kg. Considerando i vari passaggi che subisce il formaggio da quando arriva all'importatore a quando raggiunge lo scaffale del supermercato, si puo' stimare che il costo del Parmigiano Reggiano passerebbe da 40 dollari a 60 dollari al kg. Ad un aumento di prezzo corrispondera' inevitabilmente un crollo dei consumi. In queste ultime settimane il Consorzio si e' relazionato con gli operatori americani che trasformano il prodotto, essi hanno prospettato uno scenario inquietante, vale a dire una riduzione dei consumi pari all'80-90%.