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Profughi, l'allarme M5s. "Hotel Italia, servono più controlli"

L’ispezione dei 5Stelle: "Manca un sistema oggettivo delle presenze". La replica: "I controlli ci sono"

Ultimo aggiornamento il 1 agosto 2017 alle 22:34
Hotel Italia, una foto scattata dalla commissione d’inchiesta migranti

Reggio Emilia, 2 agosto 2017 - «Manca un sistema di controllo oggettivo delle presenze». È la denuncia dei parlamentari del Movimento 5Stelle, Maria Edera Spadoni e Giuseppe Brescia. Quest’ultimo è il vicepresidente della commissione d’inchiesta migranti e – accompagnato dalla deputata reggiana – lunedì ha fatto un’ispezione all’Hotel Italia, una delle strutture che ha in carico alcuni richiedenti asilo gestiti dalla cooperativa Dimora d’Abramo.

«Appena arrivati – È subito saltato all’occhio che qualcosa non tornava per il numero di ospiti presenti. Infatti abbiamo verificato che in alcune stanze, in teoria adibite per tre persone, erano presenti due letti a castello e in una stanza in particolare c’erano quattro richiedenti asilo a fronte dei tre previsti. Controllando il registro presenze, abbiamo constatato che mancava il foglio firme e il numero dei migranti in elenco non corrispondeva a quello indicato alla prefettura. La coop si è aggiudicata un bando per l’accoglienza di 1.148 migranti per un ricavo complessivo di oltre un milione e 200mila euro al mese. È fondamentale che vi siano controlli più approfonditi».

La replica della Dimora d’Abramo non si è fatta attendere. «Le affermazioni degli onorevoli – dice il presidente Luigi Codeluppi – seppur orientate a principi condivisibili, rischiano di generare allarmismo inutile, fuorviante e ingiustificato. A Reggio è dimostrato che i controlli dei diversi soggetti in campo funzionano bene. Una visita di cui abbiamo apprezzato la serietà e il rigore, ma non le conclusioni. Affermare che manca un sistema di controllo oggettivo delle presenze non rispecchia la realtà reggiana e rivela una conoscenza forse insufficiente della nostra realtà. Gli alberghi sono utilizzati per la prima accoglienza che si concretizza con poche ore di preavviso rispetto agli arrivi. I cambiamenti, anche quotidiani, sono legati agli arrivi stessi. Anche ieri erano in atto trasferimenti che comportavano l’uscita dall’albergo per l’accesso negli appartamenti. I controlli delle presenze da parte nostra, delle strutture e anche della questura sono costanti. Inoltre, abbiamo un sistema di firme da raccogliere quando consegnamo il pocket money e i materiali ad uso personale».

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