Maurizio Landini
Maurizio Landini

Reggio Emilia, 1 aprile 2017 - «Senza voler fare eccessive polemiche, con il fallimento di Unieco siamo all’atto conclusivo di una vicenda tragica per il movimento cooperativo». A dirlo è Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom, ritornato ieri nella nostra città per l’assemblea nazionale dei delegati metalmeccanici preposti alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Il numero uno delle tute blu ha commentato la fine della storia del colosso cooperativo di via Ruini – il consiglio di amministrazione ha votato la liquidazione coatta amministrativa, rinunciando al concordato con le banche già approvato dal tribunale – rimarcando l’impatto sociale che avrà questo crollo, ma anche la portata simbolica per il movimento cooperativo: «Abbiamo assistito a chiusure e cessazioni – ha proseguito Landini –. Quella di Unieco rischia di essere la conclusione di un percorso. Si è pagato un prezzo molto alto in termini di aziende chiuse e di posti di lavoro».

Per Unieco si parla di 340 dipendenti che rimarranno senza lavoro e senza cassa integrazione, oltre ai soci, circa un migliaio, che hanno investito i risparmi, talvolta dell’intera famiglia, nel prestito sociale, per un totale di dodici milioni. Ma, come stimato da Mauro Livi, segretario della Fillea Cgil provinciale, i posti di lavoro andati persi o soggetti all’ammortizzatore sociale nella mostra provincia, nelle coopservice edili e del legno, sono ben 1.500. A fronte delle nuove emergenze legate alla tenuta dell’occupazione, Landini ha lanciato un appello ai sindacati a ricompattare il fronte: «Vogliamo ragionare su quale strategia sindacale, sociale e politica serva ad affrontare la nuova situazione, per evitare che il mondo sindacale sua diviso e per tagliare le unghie alla finanza e al mercato, visto che la libertà di mercato ha prodotto disastri aumentando disuguaglianze e disoccupazione». Quest’ultimo tema sarà affrontato il 6 aprile a Roma all’assemblea generale della Fiom.

Infine non è mancato un avviso ai parlamentari: «Per evitare il referendum bisogna che il parlamento trasformi in legge i decreti del governo. Mi risulta che questa discussione ci sia la prossima settimana. Se il parlamento vota l’abolizione dei voucher e la modifica cella legge sugli appalti, noi avremo raggiunto il nostro obiettivo e il referendum non si farà. Se invece ci dovessero essere degli scherzi, e il parlamento non fa quello che deve fare, siamo pronti a portare al voto milioni di cittadini».