La cardiologa Cristina Ferretti
La cardiologa Cristina Ferretti
Reggio Emilia, 3 novembre 2018 - Il Resto del Carlino ha avviato una collaborazione con la casa di cura Villa Verde per la realizzazione di una rubrica settimanale dedicata ai temi della salute. La seconda puntata affronta il tema dell'obesità. Ne parliamo con la cardiologa Cristina Ferretti. 
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E' una malattia “difficile”, forse ancora sottovalutata nel modo in cui viene approcciata e nelle sue ripercussioni sociali. I numeri sono lì nella loro impietosa freddezza a fotografare l'obesità in Italia.
Secondo un recente studio, nel nostro Paese ogni anno si registrano 100mila nuovi obesi e quasi 200mila persone in sovrappeso per un totale di 27 milioni (quasi 6 milioni di obesi e 21 milioni in sovrappeso) , poco meno del 60% degli italiani adulti. Con costi sociali stimati in 9 miliardi di euro.
A lanciare un sos - indirizzato anche ai suoi colleghi – è la dottoressa Cristina Ferretti, responsabile del servizio di cardiologia di Villa Verde.
Dottoressa Ferretti, che differenza c'è tra sovrappeso e obesità?
“Dobbiamo fare riferimento al cosiddetto Bmi (indice di massa corporea, ndr) che si ottiene dividendo il peso corporeo (in chili) per il quadrato dell'altezza (in metri). Se il valore è tra i 25 e i 29.9 si è in sovrappeso, oltre siamo in presenza di obesità”.
Quali sono le implicazioni dell'obesità sul cuore?
“L'obeso è destinato a diventare inevitabilmente un diabetico. E il diabetico è per definizione un malato potenzialmente cardiopatico perché il diabete va a innescare una serie di implicazioni micro e macro vascolari. Per cui questi pazienti nel tempo diventano ipertesi e cardiopatici. L'obeso è più esposto al rischio di infarto, all'insorgenza di tumori o di problemi articolari. Ma mi preme subito dire una cosa”.
Prego...
“La tematica dell'obesità viene spesso sottovalutata da tanti colleghi perché è considerata un problema di carattere estetico. La persona grassa non viene ritenuta una persona malata o potenzialmente tale. Serve un cambiamento di mentalità che deve invece coinvolgere una molteplicità di medici, a partire da quello di base, il primo che la può intercettare e correttamente gestire”.
L'obesità quindi per lei necessita di un approccio medico multidisciplinare?
“Sì, riguarda tanti specialisti. E noi dobbiamo abituarci a lavorare in equipe”.
Come si affronta il sovrappeso?
“Qui è importantissimo l'intervento del medico di base per indirizzare il paziente verso un corretto stile di vita, una corretta alimentazione. Si parte da qui, lo specialista interviene in un secondo momento se le cose si complicano”.
Il sovrappeso è una malattia?
“E' una fase iniziale: se non viene valutato subito può nel tempo peggiorare”.
A questo proposito è fondamentale la prevenzione nei bambini.
“Certo. La nostra Ausl da anni ha avviato percorsi per sensibilizzare i pediatri a riconoscere i bimbi obesi”.
L'obesità come si cura? Basta la dieta?
“Dipende dalla gravità. Uno stile di vita sano, a partire dall'alimentazione e da un'attività fisica costante, è basilare. Poi per i casi gravi c'è il ricorso alla chirurgia bariatrica”.
In cosa consiste?
“Sono diversi tipi di intervento (il bendaggio gastrico, ad esempio) che riducono le dimensioni dello stomaco essenzialmente con un obbiettivo: che il paziente diminuisca la quantità di calorie assorbite”.