SCELTE DRASTICHE Il centro per anziani di via Mandriolo. In alto, il sindaco di Correggio Ilenia Malavasi
SCELTE DRASTICHE Il centro per anziani di via Mandriolo. In alto, il sindaco di Correggio Ilenia Malavasi

Correggio (Reggio Emilia), 2 aprile 2018 - Si è svolto l'altra mattina, nel centro per anziani di via Mandriolo a Correggio, un importante incontro di confronto tra tutti i famigliari degli anziani ospiti, il Comune di Correggio, l’Ausl oltre ai vertici di Coopselios che gestisce la struttura coinvolta dall’indagine sui presunti maltrattamenti subiti da chi alloggia nell’ospizio. «Una mattinata difficile», come l’ha definita il sindaco Ilenia Malavasi ma anche «ma ‘vera’ e costruttiva perché c’è stato un confronto intenso dove sono emerse critiche, richieste di chiarimento, dove ognuno si è preso le proprie responsabilità e dove sono state proposte nuove linee dall’ente gestore per capire come ripartire e come andare avanti».

In particolare, spiega il sindaco, sono state presentate una serie di misure che sono state condivise da tutte le parti in gioco. «Innanzitutto da venerdì il servizio è stato potenziato e in ogni turno è stato aggiunto un infermiere e un operatore socio sanitario. Poi – spiega il primo cittadino di Correggio – è stato garantito un infermiere notturno che sarà operativo dalle 22 alle 6 mattino, una figura professionale che prima non c’era e la cui presenza sarà importante».

Tra le altre misure anche l’attivazione di uno sportello psicologico, «aperto non solo per i famigliari e gli ospiti della struttura ma anche di supporto a tutte le persone che lavorano in quella struttura e che non sono coinvolte nell’inchiesta e che a fronte di quanto è successo provano un forte senso di smarrimento e preoccupazione. Perché – ricorda ancora la Malavasi – va ricordato che in quel luogo lavorano anche altre persone lontane da una vicenda che, in ogni caso, ha creato una grande sofferenza».

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Ma tra le decisioni più importanti, forse quelle che tutti chiedevano a gran voce, quella di allontanare la direttrice della struttura, indagata per non aver denunciato ciò che stava accadendo e di cambiare tutti gli operatori socio-sanitari della struttura.

«Ora serviva un segnale forte e importante per tutelare le persone coinvolte dalla vicenda, gli ospiti, i famigliari ma anche un primo passo per ricostruire dal fondo un percorso di fiducia» dice la Malavasi. Essendo infatti ancora l’indagine in corso non restava altra via che questa.

«La giustizia farà il suo corso, con i suoi tempi – dice il sindaco Malavasi – ma qui serviva un cambio passo decisivo nell’immediato. Si sentiva il bisogno di far pulizia, di ripartire da zero e ricostruire pian piano la fiducia persa. Per questo le decisioni che abbiamo condiviso tutti insieme credo siano un segnale importante».

Come segnale importante sarà anche quello di costituire, anche su sollecitazione dei famigliari, un tavolo-commissione con tutte le parti in causa «per verificare l’efficacia delle azioni adottate. Un tavolo che può diventare punto di riferimento e luogo di confronto. E il fatto che dentro questo tavolo ci siano anche dei famigliari credo sia importante».