Reggio Emilia, 17 febbraio 2018 - Anche Gianluca Sassi, consigliere regionale del M5s, risulta coinvolto nel caso rimborsopoli che, in regione, ha riguardato anche la riminese Giulia Sarti.  Assieme a Francesco Cariello, è stato espulso da M5s. La decisione del movimento è arrivata in serata.

Sono 10 in totale gli esponenti del M5S espulsi. Agli otto parlamentari annunciati nei giorni scorsi dal capo politico M5S Luigi Di Maio (Della Valle, Pisano, Buccarella, Martelli, Bulgarelli, Cecconi, Benedetti, Cozzolino) si aggiungo oggi Francesco Cariello e il consigliere Regionale Gian Luca Sassi, 'cacciati' con un post oggi in contemporanea alla terza tranche dell'inchiesta de Le Iene.

IL CASO SASSI - In questi giorni il partito ha avviato accertamenti su tutti gli eletti nel Parlamento romano, europeo e nelle Regioni per verificare la corrispondenza tra le dichiarazioni e le cifre dei propri compensi effettivamente restituite. E, dopo indiscrezioni di stampa, a confermare che Sassi fosse finito nel mirino del Movimento era stato Massimo Bugani, vicinissino a Casaleggio e uno dei leader del Movimento. "Mi hanno chiamato da Roma - ha detto - ed è vero: dai controlli dei conti che hanno fatto sono emerse irregolarità anche da parte di Sassi, da quanto ne so non avrebbe versato più della metà dell'ammontare".

Rispetto agli 81mila euro di tagli alla propria indennità da Sassi ufficializzati, più della metà non sarebbe stata restituita. In base alla ricostruzione dell’emittente televisiva Tereggio, la redazione avrebbe chiesto a Sassi i bonifici sulle restituzioni da lui dichiarate. Il giorno dopo il consigliere avrebbe poi inviato a Telereggio le distinte di tre bonifici risalenti a ottobre, novembre e dicembre per 6.571 euro, rimandando al sito emiliaromagna5stelle/trasparenza per quelli datati al 2015 e 2016. Nella piattaforma online figurano le copie dei versamenti dal dicembre 2014.

Il consigliere avrebbe detto a TeleReggio che le altre ricevute erano sul portale, in quel momento non raggiungibile, e che i file erano su una chiavetta nel suo ufficio. Ma, secondo Telereggio, sarebbe ora emersa la mancanza di metà dei tagli da lui dichiarati.

Interpellato, ieri, il grillino di Cavriago: "Io sarei il primo espulso? È una grande bufala - sbotta -. Telereggio ha inventato una notizia che si basa sul nulla. Un falso scoop". Gli chiediamo se conferma la trasparenza del suo operato nella restituzione dei soldi: "Non dico niente. Non confermo e non smentisco". Domandiamo anche se è stato contattato da qualche esponente del M5s per comunicazioni sulla sua situazione: risponde di no. 

LE SCUSE  - Oggi arrivano le scuse: "Ho sbagliato e adesso sono pronto, giustamente, a pagarne le conseguenze" - ha scritto il consigliere regionale M5s in Emilia Sassi, espulso per il 'caso rimborsi' in una nota in cui si scusa e assicura "in questi anni, ho restituito tutto quanto era nelle mie possibilità, mese dopo mese". Non è escluso che stia valutando di dimettersi dall'incarico di consigliere regionale.

"Vi devo delle scuse. Senza giri di parole. So - dice Sassi in un post - di aver profondamente deluso con il mio comportamento i nostri attivisti, i miei colleghi, tanti amici, tutti gli elettori del MoVimento 5 Stelle". "Pur avendo raggiunto in questi anni l'obiettivo di tagliare gli stipendi di tutti i consiglieri regionali dell'Emilia Romagna, e di cui tutti dovremmo andare orgogliosi, per ragioni personali non sono riuscito ad onorare a pieno l'impegno delle mie restituzioni. Una cosa di cui di certo non ne vado fiero", prosegue.