Reggio Emilia, 4 aprile 3018 – «Ricalcolare col contributivo sarebbe insostenibile. E spero non si voglia intaccare una sola categoria ovvero quella degli ex parlamentari».

Insomma, i vitalizi non si tocchino. Lo ha sempre detto Mauro Del Bue, ex deputato in tre legislature, eletto nelle file del Partito Socialista a cui è sempre stato fedele. Seppure l’ex assessore allo sport di Reggio, dice di «non capire cosa siano intenzionati a fare i 5Stelle, con eventuale appoggio della Lega, nell’ufficio di presidenza della Camera».

Quello che lo preoccupa maggiormente è il meccanismo. «Si parla di taglio dei vitalizi, lo scalpo che i grillini hanno promesso al loro elettorato – chiosa polemicamente Del Bue –. Mi auguro che si tratti di provvedimento costituzionale e che risponda ai tre requisiti raccomandati dalla Corte sulla retroattività. E cioè la transitorietà, la moderazione e la universalità del prelievo. Se invece attraverso la cosiddetta autodichia (un provvedimento assunto da un ufficio di presidenza della Camera) si intende di fatto assumere come scelta di fondo i requisiti previsti dalla legge Richetti, allora comincerei a preoccuparmi se fossi uno dei venti milioni di pensionati...».

Del Bue crede che un sistema di questo tipo creerebbe una sorta di pericoloso precedente, applicabile anche ad altre categorie lavorative.

«Ricalcolare col contributivo integrale solo i vitalizi e non tutte le pensioni, che oggi sono retributive o miste, risulta insostenibile; visto che il sistema contributivo si applica solo dal 1° gennaio del 1996, mentre con 18 anni di contributi precedenti quella data si applica a partire dal 2012, e non c’é nessuno che abbia cominciato a lavorare nel 1995 e che oggi sia in pensione. Dunque, come più volte lo stesso Boeri (presidente Inps, ndr) aveva accennato, il disegno potrebbe proprio essere non solo il ricalcolo contributivo dei vitalizi dei parlamentari, ma il ricalcolo contributivo di tutte le pensioni. A meno che non si voglia intaccare una sola categoria, peraltro lasciando come sono le vere pensioni d’oro, le cosiddette baby pensioni e via dicendo, e introducendo una disparità di trattamento tra gli ex parlamentari cui viene applicato il sistema contributivo prima che ci fosse e le altre categorie. Più che autodichia sarebbe un’autofobia...», conclude con ironica amarezza Del Bue.