Pietra di Bismantova, l'intervento dei vigili del fuoco
Pietra di Bismantova, l'intervento dei vigili del fuoco

Castelnovo Monti (Reggio Emilia), 14 febbraio 2015 - Si sentiva ancora scricchiolare la grande parete, sotto quel sole limpido. «Via, via! Correte via, continua a crollare, è pericoloso». Un’enorme lastra calcarea (foto), verso le 13 di ieri, si è staccata dal versante sud della Pietra di Bismantova (video), come la ribattezzò Dante.  Davanti, oltre le transenne bianche e rosse, quel che resta del piazzale dell’eremo di San Benedetto, simbolo della Pietra di Bismantova e meta del pellegrinaggio di centinaia di fedeli. L’auto del parroco distrutta, la statua in bronzo di San Benedetto caduta sotto il peso della frana. «Poteva essere una strage, è andata bene», sussurrano tutti. La devastazione è impressionante. Il parroco, che si trovava nel suo appartamento, è rimasto fortunatamente illeso. Così come le due scalatrici che al momento del crollo si trovavano su un altro versante. Sotto choc, ma stanno bene.

La roccia si è aperta come si sfoglia la pagina di un libro ed è precipitata per oltre cento metri, rimbalzando sulla parete e schiantandosi poi a un soffio dall’eremo e dal Rifugio imbiancato dalle nevicate dei giorni scorsi. Una manciata di metri, forse meno. Precipitando la roccia si è divisa in due massi, di circa venti metri ciascuno. Uno dei due ha ‘sbeccato’ un angolo del santuario, ne ha spezzato una parte delle impalcature (che da circa due anni vedono al lavoro alcuni operai intenti al restauro), poi si è abbattuto sulla statua di San Benedetto, che si trovava sulla rampa che porta al piazzale della chiesa. L’opera è stata divelta, sdraiata sui rovi e sul quel che resta di tronchi di alberi spezzati. Di fianco la Fiat Panda grigia di don Edoardo Cabassi, 70 anni, uno dei tre esorcisti della diocesi e parroco del santuario. Completamente distrutta.

«Una situazione preoccupante», l’ha definita il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, corso sul posto per un sopralluogo assieme a carabinieri, polizia municipale, vigili del fuoco, uomini del soccorso alpino e geologi. «Vista la situazione, abbiamo deciso di riattivare il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, che si occuperà anche di mantenere la vigilanza per impedire l’accesso alla zona dove è avvenuto il crollo della roccia – continua il sindaco –. Non si può infatti escludere il rischio che altro materiale cada dalla parete interessata dal primo cedimento».

Da ieri sono attivi alla Pietra tecnici del Genio Civile e personale dell’Università di Modena e Reggio, che avevano attivato un monitoraggio di Bismantova a partire dalla frana del 2012 (caduta però su un altro versante). Da oggi verranno effettuati sopralluoghi più approfonditi, anche dal pianoro sommitale, così da avere un quadro più chiaro della situazione. «Ovviamente – conclude Bini – per alcuni giorni l’accesso alla zona sarà vietato, fin quando non avremo compreso appieno la situazione così da scongiurare ogni possibile rischio: sconsigliamo quindi anche di salire per venire a vedere quanto avvenuto, perché tanto l’accesso non sarà consentito».