Il dottor Luciano Masini spiega i sintomi dell'anemia
Il dottor Luciano Masini spiega i sintomi dell'anemia

Reggio Emilia, 15 settembre 2019 - L’anemia è un sintomo da non sottovalutare. Nella rubrica ‘Carlino Salute’ - in collaborazione con Villa Verde - ne parliamo con il dottor Luciano Masini: medico chirurgo, specialista in ematologia, medicina interna e pediatria, responsabile di Medicina Lungodegenza di Villa Verde.

Dottor Masini, come ci siaccorge di essere anemici?

«È la stanchezza il segnale che deve fare insospettire. Quando ci si accorge che la stanchezza non è una normale situazione fisiologica dovuta alle attività svolte, che il sonno non ha più la funzione rigenerativa che gli è propria, allora significa che il corpo sta inviando un messaggio. In questo caso è necessario rivolgersi al medico curante, che prescriverà un’analisi del sangue con la richiesta dell’emocromo».

Qual è il valore a cui fare riferimento per diagnosticare l’anemia?

«L’emoglobina, molecola del sangue responsabile del trasporto di ossigeno ai tessuti. Nelle donne non deve essere inferiore a 11,5 grammi per decilitro e negli uomini 12,5 grammi. Sarà poi il medico a valutare, anche in base all’età e alle caratteristiche del paziente, le successive indagini da fare. Perché una volta accertata la presenza di anemia, che è il sintomo di una patologia (o di una carenza di vitamina B12, acido folico e ferro), va accertata la causa che l’ha provocata».

Quali sono quindi i passi successivi da fare?

«Vanno subito individuati altri sintomi e la causa dell’anemia. A volte l’anemia è associata a cefalea, tachicardia, fragilità di unghie e capelli. E astenia. L’anemico si stanca molto più facilmente e ha maggiore difficoltà nel recupero».

La stanchezza da anemia viene percepita in modo diverso rispetto a quella fisiologica? 

«No, la percezione è la stessa, ma non è conseguenza di un affaticamento».

L’anemia è quindi un sintomo. Un campanello d’allarme. Ma di quali patologie?

«L’anemia può mettere in evidenza difetti d’introduzione (dovuti a un’alimentazione non equilibrata), aumentate perdite di sangue, difetti di produzioni del sangue (malattie midollari più o meno importanti, fino a patologie oncoematologiche), difetti di assimilazione (come nel caso dei celiaci), casi di malattie in cui la durata delle molecole».