Il cardiologo Carlo Menozzi
Il cardiologo Carlo Menozzi

Reggio Emilia, 2 febbraio 2019 - Affronta oggi una patologia spesso sottovalutata, la sincope, la perdita transitoria di conoscenza cioè, la rubrica 'Carlino Salute' realizzata in collaborazione con Villa Verde.

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Circa il 3% degli accessi al pronto soccorso sono dovuti a forme di perdita di conoscenza transitoria, in altre parole gli svenimenti. Oggi affrontiamo il tema con il cardiologo di Villa Verde, Carlo Menozzi. “Si tratta di un fenomeno sottovalutato perché molti soggetti, specialmente i giovani, non vanno al pronto soccorso né si rivolgono al proprio medico per un controllo”.
Dottore, come possiamo definire la sincope?
“Si tratta di una perdita improvvisa e transitoria di conoscenza (come viene, rapidamente si risolve) ed è dovuta a un'ipoperfusione cerebrale globale che comporta lo svenimento. Non c'entra niente con l'ictus. Se c'è un brusco calo della pressione e il paziente si trova in piedi, il cervello va in ipossia. La caduta per terra è una forma di protezione poiché consente la ripresa dell'irrorazione del cervello con la conseguente ripresa della conoscenza”.
Tutte le perdite di conoscenza sono classificabili come sincopi?
“Bisogna distinguere la perdita di conoscenza sincopale da altre forme come ad esempio quelle che accadono di frequente nei soggetti che soffrono per esempio di epilessia. In questo caso la perdita di conoscenza non ha nulla a che vedere con la pressione sanguigna e con il cuore”.
Qual è la prognosi?
“Dipende se è presente una cardiopatia oppure no. Se si sviene mentre si fa un prelievo di sangue siano in presenza di una forma benigna che non incide sulla prognosi che invece è molto meno favorevole nei malati di cuore. In questo caso potrebbe essere dovuta ad un'aritmia”.
In caso di svenimenti, quali sono i passi da seguire?
“Intanto bisogna accertare si tratta di una sincope o meno. Sei un malato neurologico o cardiologico? Oppure hai un problema connesso con la pressione del sangue? La prima cosa da fare è accertare se esiste una cardiopatia. L'altro dato importante è vedere se prima dello svenimento ci siano stati sintomi premonitori”.
Quali?
“I più comuni sono stordimento, vertigini, debolezza, sudorazione, talora la nausea, una sensazione di mancamento. Altre volte la cosiddetta fase prodromica è assente”.
L'età influisce su questa patologia?
“Possono essere colpiti indifferentemente uomini e donne di qualsiasi età. Tuttavia si è evidenziato un andamento 'bimodale': un picco di incidenza nei giovani e un secondo nelle fasce di età più avanzate”.
Quali esami vanno fatti per accertare se la sincope è collegata ad una cardiopatia?
“Un elettrocardiogramma e una visita. A seconda del quadro clinico il paziente può essere sottoposto a uno studio elettrofisiologico per riprodurre l'evento e impostare la terapia. Se invece si tratta ad esempio di una persona giovane senza cardiopatie c'è da valutare se la sincope è correlabile ad un riflesso cardiovascolare (sincope riflessa neuromediata)”.
Come si cura?
“ Le sincopi riflesse non si curano con i farmaci. Se sono dovute solo a un calo della pressione non si fa nulla oppure si effettuano manovre di contro-pressione. In alcuni casi selezionati (e non nei giovanissimi) si può pensare anche ad un impianto di pace-maker che agisce solo nel momento in cui si verifica la pausa del ritmo cardiaco. Nelle sincopi da cardiopatia è questa che va curata prevenendo le aritmie che possono essere causa della perdita di conoscenza”.