Benny Benassi suona nel progetto 'Panorama'
Benny Benassi suona nel progetto 'Panorama'

Reggio Emilia, 20 agosto 2020 - Made in Reggio. Anzi, in Albinea. L’idea di spedire abbacinanti cartoline d’Italia ai quattro angoli del pianeta col battito elettronico della sua musica, Benny Benassi l’ha avuto tra le quattro mura domestiche durante il lockdown. In questa anomala estate costretta a rivedere templi e liturgie della dance, il dee jay reggiano prova a cercare nuovi orizzonti con “Panorama”, il format per il web varato il giorno di Ferragosto. «Si tratta di una serie in dieci episodi concepita sull’idea di raccontare la bellezza del nostro paese regalandogli una chiave narrativa nuova: la colonna sonora elettronica di un dj set» racconta Benny (Marco) Benassi, nato a Milano 53 anni fa. «In Italia abbiamo alcune tra le più spettacolari cornici paesaggistiche del mondo e su questo privilegio ho costruito una serie di produzioni immersive da 30 minuti realizzate con droni e altre sofisticate tecnologie».

Manca il pubblico.
«Già, ma sono piuttosto orgoglioso di dire che diamo lavoro ad una quarantina di persone. Ed è giusto così. Il nostro, infatti, è un settore magico in cui, quando tutto funziona, ti sembra veramente di vivere una favola, ma nel caso di una pandemia si trova a fronteggiare il destino peggiore. Puoi anche ridurre la capienza di un locale da duemila a cinquecento persone, ma come fai a pretendere che quelle cinquecento ballino pure distanti? Più la musica è bella e più avranno voglia di riempire la pista. È naturale».

La prima puntata di “Panorama” è in rete da sabato scorso ed è stata realizzata a Verona, tra le pietre millenarie di un’Arena vuota.
«Credo offra bene l’idea di quello che è ‘Panorama’. Dietro questi speciali ci sono i FrameDealer, gli stessi con cui ho realizzato i contenuti video utilizzati al Festival di Coachella, mentre la produzione è della Free Event del mio amico Andrea Camporesi. In Arena ho avuto pure un paio di ospiti di riguardo quali un compositore e produttore come Dardust e il pittore e scultore albanese Agron Hoti».

Quando arriveranno gli altri episodi?
«Nelle prossime settimane. La seconda puntata l’abbiamo realizzata sulle Dolomiti, sopra Ortisei, la terza a Venezia immediatamente dopo l’isolamento, puntando l’obiettivo su calli e canali deserti. La quarta, invece, ho voluto ambientarla a Vernazza, nelle Cinque Terre. Ma di location ne ho molte in mente, a cominciare da Capri o dal Lago di Como. Per l’occasione ho addolcito un po’ la mia techno rendendola più melodica rispetto a quella che di solito metto in discoteca o nei festival».

Pianificando la serie, qual è stato il primo posto da “conquistare”?
«Avevo pensato di varare ‘Panorama’ in Campania, nell’abbacinante cornice di Positano. Eravamo, però, ancora in piena emergenza e con la produzione non ce la siamo sentiti di far sbarcare sulla Costiera una troupe del Nord».

Sono previsti altri ospiti oltre a quelli di Verona?
«Mi piacerebbe coinvolgere nel progetto artisti completamente diversi da me. Ne ho parlato col flautista Andrea Griminelli e abbiamo convenuto che sarebbe una gran bella sfida».

La stretta sui locali sta costringendo molti a fare necessità virtù. 
«Penso che, davanti all’emergenza, la discoteca si possa anche reinventare; mi viene in mente, ad esempio, il Lío di Ibiza, che al centro non ha pista, ma una specie di palcoscenico aperto dove si fanno pure dei dj set. Così la gente rimane seduta al tavolo, ma vive lo stesso una sua socialità».

Certo è che prima o poi (meglio prima) ne usciremo pure da questi mesi pandemici.
«In Italia siamo stati bravi durante il lockdown e quindi, al momento, il problema è un po’ meno drammatico che altrove. Personalmente, però, sto molto attento al distanziamento; mi tolgo la mascherina solo quando sono da solo alla consolle e, per evitare stazioni e aeroporti, me ne vado in giro con un California, un camper della Volkswagen munito di tenda che si apre a casetta sul tetto».