L’arrivo di Maioli
L’arrivo di Maioli

Reggio Emilia, 23 dicembre 2015 - Un blitz in piena regola, in gran segreto, quello avvenuto ieri mattina nell’area delle ex Reggiane. Ma i volti erano inconfondibili e non potevano passare inosservati.

E così lo staff di Luciano Ligabue al completo – capeggiato dall’inseparabile manager Claudio Maioli – ha effettuato un sopralluogo nel mitico capannone 15 che ha fatto la storia industriale della nostra città. E la presenza di Ferdinando Salzano (F&P Group), organizzatore degli ultimi concertoni al Campovolo del Liga, non lascia dubbi: il rocker di Correggio è interessato all’area.

E starebbe valutando l’idea di un evento proprio nella struttura che già ha incassato l’apprezzamento di Vinicio Capossela, del dj reggiano (il più conosciuto al mondo) Benny Benassi, oltre che di Max Mara, che vorrebbe usarlo come location di una sfilata.

Capossela si era sbilanciato e aveva dichiarato di volerlo usare già per un live natalizio. Ma non c’erano le autorizzazioni. Arriveranno per la primavera, forse. Ligabue però ancora non aveva fatto trapelare nulla. La macchina si è mossa in silenzio, ma lo ha fatto in grande stile. Fino ad arrivare al sopralluogo di ieri. Presenti, oltre ai due manager legati all’artista, anche l’ingegner Lauro Sacchetti e l’architetto Andrea Oliva.

La società di trasformazione urbana (Stu) Reggiane spa – la stessa che, partecipata da Comune di Reggio e Iren Rinnovabili, si sta occupando delle bonifiche e del recupero – sta procedendo nella cura degli aspetti normativi e progettuali per ottenere la disponibilità del Capannone 15 dell’area ex Reggiane.

L’edificio, con una superficie di circa 15mila metri quadrati, è collocato a fianco della stazione ferroviaria centrale di Reggio. L’obiettivo dell’amministrazione comunale sarebbe quello di ripristinarne entro il 2016 le condizioni di sicurezza e poterlo utilizzare per manifestazioni ed eventi; fra i quali – diceva il sindaco Vecchi, qualche settimana fa – anche concerti, con una capienza stimabile intorno alle 3mila persone. Appunto.

Ed è esattamente di un anno fa (22 dicembre 2014) la profonda dichiarazione d’amore del rocker, che in un’intervista sul videoclip de Il Muro del suono, girato proprio in uno di quei capannoni dismessi, diceva: le ex Reggiane «le abbiamo usate perché simboleggiavano qualche cosa. Sono enormi fabbricati, bellissimi tra l’altro, in cui venivano costruiti anche aerei, treni, con un enorme indotto sulla città e che potrebbero venire riutilizzate in molti modi: per esempio potrebbero essere un buon posto per fare musica. Invece sono lì a languire... »

È passato soltanto un anno, ma qualcosa sembra già davvero cambiato.