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21 apr 2022

La Unahotels dà battaglia Per un soffio non riesce la rimonta

I biancorossi sconfitti dai turchi del Bahcesehir nella gara di andata della finale di Fiba Europe Cup. Sotto di 18 punti a 6 minuti dalla fine, la squadra di Caja si è inventata un break di 20-5. Mercoledì il ritorno

francesco pioppi
Sport

REGGIO EMILIA

69

BAHCESEHIR

72

UNAHOTELS REGGIO EMILIA Cinciarini 20, Larson, Strautins 8, Johnson 16, Hopkins 6; Crawford 5, Thompson 9, Baldi Rossi 5. N.e.: Colombo, Soliani. All.: Caja.

BAHCESEHIR COLLEGE Smith 11, Hall 6, Baygul 4, Candan 7, Savas; Jones 12, Ozmizrak 11, Dekker 10, Black 2, Solomon 9, Ylmaz. N.e.: Ozdemir

Arbitri: Calatrava (Spa), Maestre (Fra), Straube (Ger).

Parziali: 18-19, 34-40; 47-63

Note: Prog.: 5’ 6-5; 15’ 27-31; 25’ 43-45; 35’ 55-67. Max vant. Reg 4 (23-19) Bah 18 (49-67). Spettatori 3.513.

di Francesco Pioppi

Duri a morire. Quando tutto sembrava compromesso e la Fiba Europe Cup ormai saldamente nelle mani del Bahceshir, la Pallacanestro Reggiana ha dimostrato al mondo intero che puoi avere tutto il talento che vuoi, ma alla fine quel che conta è sempre il cuore.

La voglia di reagire alle difficoltà più crude, la volontà di ribellarsi a un destino che sembra segnato e che non vuole darti sacmpo. E così, sotto di 18 punti a 6 minuti dalla fine, la squadra di Caja si è letteralmente inventata un break di 20-5 che ha infiammato i quasi quattromila spettatori della Unipol Arena e mandato in bambola Jamar Smith e compagni.

A pochi secondi dalla fine, l’ala lettone ha anche avuto il tiro per pareggiare la contesa, ma la palla è uscita di un soffio e Baldi Rossi ha sbagliato da due passi. Peccato, ma onestamente a questi ragazzi non si può chiedere di più e la ‘vittoria’ più bella della serata è stata potersi dare una chance per la partita di ritorno.

Certo, mercoledì servirà una vera e propria impresa sportiva per espugnare la Ulker Sports Arena di Istanbul ribaltando la differenza canestri, ma se esiste una squadra che è in grado di andare oltre i propri limiti è proprio questa. Se fossimo in Dekker, Jones, Ozmizrak e compagnia, non saremmo proprio tranquilli. Nemmeno davanti agli oltre 10mila tifosi indemoniati che li sosterranno sul Bosforo.

Il 27 aprile del 2014 la Pallacanestro Reggiana alzò al cielo il primo trofeo internazionale della propria storia ed esattamente 8 anni dopo avrà la possibilità di ripetersi.

Non potrà esserci il sesto uomo in campo che ieri sera ha fatto letteralmente la differenza, ma questo gruppo le proverà tutte. In ogni caso, fino all’ultima goccia di sudore. Sognare non è vietato.

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