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11 mag 2022

"Loro più forti, ma noi ci mettiamo il cuore"

La Conad in campo stasera a Bergamo nel match che vale l’accesso in finale. Zamagni: "Abbiamo giocato tutta la serie alla pari"

11 mag 2022
damiano reverberi
Sport
Il centrale Matteo Zamagni: «E’. bello essere un punto di riferimento per i più giovani»
Il centrale Matteo Zamagni: «E’. bello essere un punto di riferimento per i più giovani»
Il centrale Matteo Zamagni: «E’. bello essere un punto di riferimento per i più giovani»
Il centrale Matteo Zamagni: «E’. bello essere un punto di riferimento per i più giovani»
Il centrale Matteo Zamagni: «E’. bello essere un punto di riferimento per i più giovani»
Il centrale Matteo Zamagni: «E’. bello essere un punto di riferimento per i più giovani»

di Damiano Reverberi

Un risultato che arriva da lontano, costruito giorno per giorno. La Conad è pronta a giocarsi la "bella" dopo due confronti molto equilibrati con Bergamo, dominatrice della regular season di A2, che dopo aver perso gara 2 domenica scorsa a Rubiera, ospiterà alle 20,30 il match che vale un posto in finale contro Cuneo. Il centrale romagnolo Matteo Zamagni, uno dei punti di forza del sestetto reggiano, analizza a poche ore dall’inizio la sfida del PalaAgnelli, ripercorrendo passo dopo passo la splendida stagione della sua squadra, andata ben oltre le aspettative.

Coach Mastrangelo, ieri, ha dichiarato che ad eccezione di lei e Garnica, gare come queste i suoi compagni fino ad un anno fa le guardavano in televisione: come nasce questa splendida avventura?

"Non avevamo un obiettivo prefissato a inizio stagione, anche perché la squadra era parecchio giovane, con tanti ragazzi in cerca di consacrazione dopo stagioni comunque positive. Siamo arrivati fin qui lavorando giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, poi con la vittoria in Coppa abbiamo inevitabilmente alzato l’asticella".

Come si vince a Bergamo, conquistando un posto in finale?

"Continuando a fare quello che abbiamo fatto finora. Loro sono più quadrati e più forti, noi ci mettiamo più cuore: quest’ultimo aspetto a volte conta, altre meno, ma dobbiamo essere consapevoli di aver giocato tutta la serie alla pari. In gara 1, ad esempio, abbiamo vinto il secondo set e giocato alla pari nel terzo: forse la differenza di cui parlavo prima è solo nella nostra testa".

La forza della Conad, da fuori, sembra quella di saper far emergere nuovi protagonisti a seconda delle situazioni.

"Ad inizio anno, quando abbiamo avuto tante assenze tra cui quella prolungata di Cantagalli, scherzavamo del fatto di non schierare mai per due volte di fila la stessa formazione. Non so in quanti, al posto nostro, l’avrebbero presa in ridere. Ecco, Bergamo in questo è molto diversa da noi: ha 7 giocatori eccezionali, mentre noi abbiamo decisamente più opzioni".

Indipendentemente da come vada stasera, che bilancio fa della sua esperienza a Reggio?

"Decisamente positivo. Venivo da due anni a Siena dove la pressione di fare il risultato a tutti i costi era tanta, qui ho ritrovato il piacere di andare in palestra, che per chi fa il mio mestiere è sicuramente la cosa più bella. Insieme a Sesto e Garnica sono tra i più esperti del gruppo e anche quella di essere un punto di riferimento per i giovani è stata una piacevole novità, perché mi ha permesso di vedere anche un singolo allenamento da un’altra prospettiva: siamo riusciti a creare un bel mix, sfruttando al meglio l’energia e la freschezza di tanti componenti della squadra, ora proveremo a scrivere un altro capitolo di questa storia".

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