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17 mag 2022

Milano sa che con Reggio non si scherza

L’Olimpia è super favorita, ma il break biancorosso di 18-0 durante il match di esordio le ha fatto capire che deve stare in guardia

17 mag 2022
francesco pioppi
Sport

di Francesco Pioppi

La partita più difficile della serie. Sperando ovviamente di sbagliare pronostico e di poter così vedere la Pallacanestro Reggiana uscire dal Forum di Milano a braccia alzate, con l’1 a 1 in tasca e un sorriso grande così.

Il motivo, a nostro avviso, è molto semplice: la Unahotels si è bruciata l’effetto ‘sorpresa’ nella prima partita e adesso l’Armani Exchange sa che con i ragazzi di Caja non si può scherzare. Sprofondati anche a -24 (80-56 al 27’) Cinciarini e compagni hanno infatti messo in piedi un clamoroso break di 18-0 con cui hanno riaperto la partita e per due volte hanno avuto il pallone per pareggiare quando mancavano un paio di minuti alla fine. Questa sera (inizio alle 20,45 e diretta su Rai Sport) sarà però tutta un’altra musica.

I ragazzi di Messina, consapevoli che sarà impossibile tirare con il 91% da 2 e il 60% da 3 come hanno fatto domenica nei primi 25 minuti, la butteranno sulla fisicità fin dai primi minuti e sostituiranno probabilmente la poesia con la prosa. Tradotto: sarà una battaglia corpo a corpo senza esclusione di colpi, in cui Reggio dovrà essere capace di pareggiare subito l’intensità, senza prendere imbarcate e soprattutto senza commettere falli ingenui.

Questo perché - ovviamente - l’Olimpia ha davvero 10-11 giocatori da poter mettere in campo in qualsiasi momento mentre la Unahotels - non ce ne vogliano il fedelissimo Colombo e il giovane Soliani - ne può ruotare al massimo 8. Ecco, a tal proposito, pur avendo grande stima del lavoro fatto da coach Caja, non abbiamo digerito la gestione di Bryant Crawford: relegato in panchina tutto il primo tempo, ‘cavallo pazzo’ è entrato e ha rimesso in piedi la gara con le sue giocate d’istinto. Poi però è stato infilato nuovamente nel ripostiglio - di fatto - a favore di Strautins che non ne ha azzeccata mezza. Forse non sarebbe cambiato nulla, ma il dubbio resta.

Oltre a queste impressioni da ‘allenatore del giorno dopo’ di cui è pieno il mondo, un altro rimpianto è legato alla prestazione di Hopkins che - dopo aver pesantemente ‘ciccato’ lo ‘spareggio’ con Trieste e le due partite di finale col Bahcesehir - anche domenica non è mai riuscito ad incidere come potrebbe e dovrebbe. Senza le sue giocate di classe e sostanza, la Unahotels farebbe fatica vincere contro squadre ben meno forti e attrezzate dell’Armani Exchange: serve anche da parte sua una prova d’orgoglio. Da tenere stretta, invece, la crescita costante di ‘Stevie’ Thompson che è in fiducia e sembra tutto un altro giocatore rispetto a quello dei primi sei mesi. Lucido e chirurgico in attacco, sveglio in difesa e sulle linee di passaggio, sta finalmente ripagando la fiducia. La montagna da scalare resta oggettivamente altissima, ma se esiste una squadra che può sovvertire i pronostici, questa è proprio la Unahotels.

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