di Giuseppe Marotta Che differenza tra l’affetto per la Reggiana e quello per il Sassuolo. Lo si è sempre saputo, anche perché il bacino di utenza delle due squadre è davvero su piani diversissimi. La provincia di Reggio conta 524mila abitanti, mentre il comune di Sassuolo 40mila. Normale che i tifosi granata siano ben più di quelli neroverdi. E anche vero che ci sono due categorie calcistiche di differenza: la Serie A dovrebbe attrarre molto di più che la C. Guardiamo allora i numeri di questa stagione e vediamo che conclusioni si possono trarre. Reggiana e Sassuolo hanno disputato sette...

di Giuseppe Marotta

Che differenza tra l’affetto per la Reggiana e quello per il Sassuolo. Lo si è sempre saputo, anche perché il bacino di utenza delle due squadre è davvero su piani diversissimi. La provincia di Reggio conta 524mila abitanti, mentre il comune di Sassuolo 40mila. Normale che i tifosi granata siano ben più di quelli neroverdi.

E anche vero che ci sono due categorie calcistiche di differenza: la Serie A dovrebbe attrarre molto di più che la C.

Guardiamo allora i numeri di questa stagione e vediamo che conclusioni si possono trarre.

Reggiana e Sassuolo hanno disputato sette gare interne; quelle del Sassuolo hanno registrato una media di 5019 spettatori a partita, quelle della Reggiana 4738. Non troppo di meno. È, però, fondamentale specificare l’incidenza dei tifosi ospiti nelle gare del Sassuolo: la sfida con l’Inter, per esempio, ha fatto registrare una presenza di 10400 unità, che chiaramente "gonfia" il conteggio. Quando è arrivata la Samp, per dirne una, c’erano solo 3309 spettatori. La Reggiana ha fatto l’exploit col Cesena (7638, di cui 1190 da Cesena, quindi presenti ben 6448 reggiani).

In totale alle partite interne dei granata hanno assistito 33169 spettatori, a quelle del Sassuolo 35132, appena una manciata in più. Dati decisamente da non sottovalutare, visto che, come dicevamo, tra Reggiana e Sassuolo ci sono ben due categorie di differenza. E non c’entra la capienza ridotta per il Covid (fino all’11 ottobre era del 50%, dal giorno dopo è passata al 75%): perché il Mapei Stadium (per i sassolesi) e Città del Tricolore (per i reggiani) ha una capienza di 23.717 spettatori.

La Reggiana è primissima per media spettatori delle gare in casa del girone B: al secondo posto c’è il Cesena con una media di 3980, ma ha giocato in casa una gara in più. Il Modena è fermo a 3814 (sette giocate), poi c’è il Pescara con la media di 3086 (in otto giocate). La Reggiana surclassa qualsiasi squadra del girone A, visto che la migliore è il Padova con una media di 1550 spettatori (ma in sei gare).

Nel girone C si fanno sentire, invece, le piazze calde del sud: vola il Bari con la media di 8825, poi c’è il Palermo con 5351 (otto partite); le altre sono sotto la Reggiana.

Il colore granata si difende bene, anzi benissimo, anche nel confronto con la Serie B. Solo sei squadre della Cadetteria hanno numeri migliori: il Lecce (8604 in sei gare), il Frosinone (6019), la Reggina (5994), il Parma (5864 in sei confronti), il Cosenza (5435 in sei gare), e il Brescia (4826 in sei turni).

Tutte le altre quattordici di B sono sotto la Reggiana.

E, se vogliamo anche esagerare, il popolo granata tiene testa anche a qualche realtà della Serie A: non è così lontano l’Empoli, che ha una media di 5062 spettatori nelle sette gare interne.

Una squadra storica come la Sampdoria è a 5707, appena mille unità in più dei granata. Il Venezia è a 5982, ma con sole cinque gare interne. Del Sassuolo, invece, abbiamo già detto.

Tutti i dati sono presi dal sito "stadiapostcards".