Una veduta dello stadio di via Matteotti, teatro di mille battaglie
Una veduta dello stadio di via Matteotti, teatro di mille battaglie

Reggio Emilia, 7 luglio 2018 - Sarà di nuovo addio al Mirabello. In caso di cancellazione dal pianeta calcio (oggi probabile al 99 per cento) la Reggiana dovrà infatti lasciare la gestione del glorioso impianto, tornato ‘granata’ appena lo scorso 25 gennaio. Quel giorno la Fondazione per lo Sport del Comune aveva affidato all’Ati (Associazione temporanea di imprese) costituita da Reggiana e Boxe Tricolore la gestione dell’impianto di via Matteotti per due anni. Con opzione per altri due.

Una notizia arrivata nel 25° anno della promozione in Serie A della squadra granata che ebbe proprio come teatro il mitico Mirabello.

Le due società avevano vinto il bando non tanto per l’offerta economica (ribassata di appena lo 0,2 per cento rispetto alla base d’asta) ma per la qualità del progetto.

Luca Quintavalli, patron di Olmedo e della Boxe Tricolore, aveva presentato alla Reggiana una raffica di idee subito accolte con entusiasmo dalla dirigenza granata: la creazione di un pub per i tifosi (come accade in Inghilterra), l’apertura di un museo granata e il potenziamento del progetto Campus, allestendo spazi ludico-educativi per i ragazzi.

Tanti anche gli eventi previsti, alcuni dei quali andati in scena come la finale del Torneo Cavazzoli. Lo scorso febbraio tornarono a giocare al Mirabello le squadre Berretti e Under 17 della Reggiana che per tutta la stagione sono state ospitate nei campi della provincia. Oltre, ovviamente, a manifestazioni pugilistiche.

LEGGI ANCHE L'esercito dei creditori

Insomma, c’era tanta ‘roba’ da fare e di qualità. Soprattutto nel 2019, quando la Reggiana spegnerà la centesima candelina.

Con la cancellazione della società, l’Ati resterebbe ‘zoppa’ e quindi sparirebbe. Il Comune ha già fatto sapere in via Mogadiscio che nel momento in cui la Lega di Serie C decreterà l’esclusione della Reggiana dal campionato (il 12 luglio la decisione, poi ci possono essere i ricorsi ma il decesso calcistico avverrebbe comunque qualche giorno dopo) automaticamente le verrà tolta la gestione del Mirabello.

Ma si dovrà rifare il bando? Quasi certamente no. L’impianto dovrebbe passare ai dirigenti della Gis Sport di via Melato che nella classifica si era piazzata terza dopo il Rugby Reggio che per un difetto nella documentazione era stato poi escluso.

Fa rabbia leggere le parole di soddisfazione pronunciate da Mike Piazza lo scorso gennaio: «Per noi il Mirabello è come il Filadelfia per il Torino, rappresenta la nostra storia e le nostre radici e ha rappresentato un pezzo importante della nostra passione granata. Un Mirabello proiettato nel futuro partendo dal nostro settore giovanile»..