di Luca Del Bue Fiero di essere reggiano. Eh sì, Lorenzo Serventi, capo allenatore alla Virtus Bologna, in testa alla Serie A1 femminile, imbattuto dopo cinque giornate, al pari delle favorite Schio e Venezia, rivendica con orgoglio la provenienza anagrafica e professionale. "Credo che per ognuno di noi, per me in particolare - chiosa Serventi - sia importante riconoscere e rivendicare le proprie origini. Reggio è, e rimarrà la mia città, al di là di dove la professione mi possa portare". Associare la denominazione Virtus Bologna al vertice...

di Luca Del Bue

Fiero di essere reggiano. Eh sì, Lorenzo Serventi, capo allenatore alla Virtus Bologna, in testa alla Serie A1 femminile, imbattuto dopo cinque giornate, al pari delle favorite Schio e Venezia, rivendica con orgoglio la provenienza anagrafica e professionale.

"Credo che per ognuno di noi, per me in particolare - chiosa Serventi - sia importante riconoscere e rivendicare le proprie origini. Reggio è, e rimarrà la mia città, al di là di dove la professione mi possa portare".

Associare la denominazione Virtus Bologna al vertice di un campionato di basket dovrebbe essere la normalità. E’ di questo avviso anche lei?

"Beh, non proprio. Il solo nome Virtus riempie di gioia per chi ha il privilegio di poterla allenare, una grande società, ma l’obiettivo è quello di migliorare il risultato della passata stagione, dove si navigava in zona play out prima della sospensione causa Covid (penultimo posto con 10 punti dopo 19 gare, ndr). Diciamo che l’ingresso ai play off rimane, al momento, l’obiettivo su cui focalizzarci". Domenica ci sarà il confronto diretto con Schio. Crede nelle sorprese?

"Non soffro di vertigini, quindi stare in cima alla graduatoria non mi dispiace affatto. Altresì sono consapevole che le venete hanno un roster molto profondo dove possono ruotare quattro straniere per tre posti. Un organico che può vincere non solo in Italia, ma anche in Europa. Sarà dura fare il colpaccio, ma di certo non parto con lo spirito dello sconfitto".

Cosa vuol dire essere allenatore al tempo di una pandemia?

"Dare ancora più importanza alla componente psicologica del tuo lavoro. Cercare di fornire una risposta adeguata alla fragilità umana che ti circonda, alle ansie e alle paure delle ragazze nello specifico".

Più o meno di questi tempi, un anno fa, lei era disoccupato. Le sue considerazioni al riguardo?

"Mi considero il classico animale da palestra. Quindi lo star fermo per me è una iattura, anche se, in verità, qualche proposta l’ho ricevuta. Ho dedicato molto tempo a me stesso, alla ricerca di un miglioramento professionale. Ho scoutizzato parecchie giocatrici europee, usufruendo soprattutto dei video. Dal vivo, invece, ho avuto modo di arricchirmi, cimentandomi in diversi stage con le giovanili di Battipaglia. Mai stare fermi in un mondo che intorno a te cambia molto velocemente, soprattutto a livello generazionale".

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Lorenzo Serventi è nato a Reggio Emilia il 13 marzo 1968 ed è da sempre nel mondo del baske. Come allenatore ha iniziato nel 1999 nel settore giovanile della Pallacanestro Reggiana.

Ha guidato in Serie A1 femminile Montichiari, Umbertide (nove stagioni) e Lucca.

Da quest’anno è al timone della Virtus Segafredo Bologna, dove sta ottenendo ottimi risultati.